San Marino: l’implosione di un paradiso fiscale … di Orietta Orlandoni Ceccoli

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Riceviamo e pubblichiamo

In premessa ritengo esplicativo considerare due situazioni che esistono ma rimangono ancora sotterranee nella realtà di San Marino: l’etica da giocatore di poker dei finanzieri, la nostalgia sammarinese da paradiso fiscale. 

Il mondo della finanza mal sopporta il sistema della regolazione nazionale e internazionale perché gli uomini d’affari e i banchieri considerano che bluffare nel business sia come un gioco di strategia molto simile al bluffare nel poker e le loro azioni non si riflettono sulla loro moralità. 

Le tesi sostenute nel 1968 dallo studioso Albert Carr nel Harvard Business Review sono che l’etica del business è diversa dall’etica concepita nella vita privata e che le decisioni di business sono decisioni di strategia e non di etica. Questi convincimenti di neoliberismo sono ancora oggi dominanti nel mondo degli affari anche se emergono segnali di diversificazione, che ritroviamo  nella dichiarazione della Business Roundtable (l’influente associazione delle Corporate America con più di 180 gruppi societari), la quale ha promosso una nuova Carta etica con l’intento di riequilibrare la missione societaria a favore della sostenibilità sociale. In sostanza hanno ribadito che “accanto al profitto per gli azionisti, occorre perseguire anche gli interessi degli altri stakeholder (dipendenti, fornitori, consumatori e comunità locale).

La seconda premessa riguarda la nostalgia sammarinese da paradiso fiscale, che perduti due dei tre capisaldi, l’anonimato societario e il segreto bancario, tenta con grande elusione di rispondere alle esigenze di internazionalizzazione dei patrimoni e delle imprese e alla loro ottimizzazione fiscale e gestionale.

All’interno di questi scenari irrompe il saggio della giornalista Angela Venturini dal titolo “Un  paradiso fiscale finito all’inferno”. Quale è il valore di questo lavoro: la giornalista effettua una narrazione dei fatti più importanti accaduti in Repubblica durante l’intero anno 2017 e come fonte documentale riporta gli articoli pubblicati sui giornali sammarinesi ed italiani, sui siti Web e i resoconti delle sedute consiliari. 

L’autrice si attiene a fonti già note che molti hanno già letto, ma l’avere con attenzione raccolto insieme, con una scansione cronologica e temporale i fatti e la cronaca, fa assumere al libro un’importanza maggiore, perché offre al lettore, al cittadino e agli osservatori una base certa su cui fare valutazioni individuali e collettive delle vicende politiche, economico-sociali accadute durante un anno speciale, il 2017, l’anno che doveva rappresentare l’inizio del cambiamento verso il meglio e non verso il peggio. L’autrice ha parlato del suo libro come di uno strumento offerto al lettore di conoscenza e di memoria delle vicende accadute nel 2017.

A mio parere per capire meglio gli obbiettivi e gli scopi di molte decisioni sarebbero necessarie ulteriori ricerche su documenti specifici, delibere, verbali, bilanci, sentenze, dichiarazioni ed altro, in modo da capire i perché di certe deliberazioni, quali siano stati i beneficiari, quali vantaggi sono derivati ai decisori, quali sono le responsabilità e quali sono le conseguenze per il paese. I ricercatori avrebbero dal libro della Venturini un indice già elaborato e percorsi di studio delineati.

Dalla narrazione mensile della Venturini apprendiamo che a gennaio 2017 la comunità sammarinese prende coscienza di una entità rilevante di NPL (i crediti deteriorati), mentre a febbraio il Segretario alle finanze Simone Celli dichiara che le casse dello Stato sono in crisi di liquidità e nel contempo l’Asset Banca viene commissariata.

A marzo viene deciso lo scioglimento anticipato del Consiglio di Amministrazione della Cassa di Risparmio, a un mese dalla sua scadenza naturale. In aprile le forze di opposizione denunciano in Consiglio Grande e Generale la presenza di un gruppo di potere interno e internazionale che ha esteso la sua presenza nei gangli vitali della Repubblica e in contemporanea il Consiglio di Amministrazione Carisp si completa con la nomina a presidente di Nicola Romito, proveniente dal Monte dei Paschi.

Maggio è il momento del blocco dei pagamenti ai correntisti Asset e viene loro concessa la sola erogazione di 1.000 euro mensili. L’Asset Banca è posta in liquidazione coatta amministrativa il 13 giugno  e alla fine del mese si diffonde la notizia di un compratore arabo della Banca CIS, il saudita Ali Turki.

In luglio il Governo emana 3 decreti: stabilisce la fusione di Asset in Carisp, trasforma il credito d’imposta delle banche in titoli di Stato, trasferisce la gestione dei Fondi ISS dal Comitato di pertinenza alla Banca Centrale; La Centrale Sindacale Unitaria scende in piazza per protestare ed ottiene il sostegno anche degli imprenditori.

In agosto il Consiglio di Amministrazione Carisp presenta un bilancio con un deficit di 534 milioni di euro. Nello stesso mese al Meeting di Rimini sono presenti sia il finanziere Francesco Confuorti che Wafik Grais, presidente di Banca  Centrale e Lorenzo Savorelli, direttore generale. Le donne del Movimento Rete manifestano contro Grais e Confuorti.

La tempesta in Banca Centrale comincia a settembre con le dimissioni di Savorelli che è sostituito  da Raffaele Capuano.

In ottobre è nominato presidente Carisp, Fabio Zanotti e nello stesso mese esplode la notizia dell’operazione Junk Bond (titoli spazzatura) con azioni del tribunale ed esposti allo stesso tribunale da parte del Governo; si diffonde poi la notizia di irregolarità in seno alla Fondazione di Banca Centrale per la liquidazione di compensi di corsi di formazione, mai realizzati, a favore del presidente e del direttore.

La turbolenza non accenna a diminuire in Novembre: ci sono le dimissioni di Capuano e nello stesso tempo la comunità sammarinese apprende dal tg5 che sul Titano il debito pubblico ha raggiunto la considerevole somma di un miliardo di euro. La turbolenza intensifica il suo vigore quando nel mese di dicembre il Consiglio Giudiziario censura il magistrato dirigente Valeria Pierfelici. Questo clima tempestoso produce i suoi effetti negativi sul sistema bancario che nel giro di 3 mesi registra una perdita di 600 milioni di depositi e nello stesso tempo il bilancio dello Stato presentata un saldo a pareggio perché non ha imputato il deficit della Carisp, che è Banca statale.

Il contenuto del libro è certamente frizzante, riporta alla memoria di ognuno di noi la frenetica successione degli eventi, la citazione dei protagonisti, le narrazioni dei giornalisti locali e delle maggiori testate italiane. Ogni famiglia sammarinese dovrebbe avere nella propria libreria questo testo, dovrebbe leggerlo e riflettere sul contenuto affinché ciò che è accaduto non debba mai più ripetersi. 

Orietta Orlandoni Ceccoli

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