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  • San Marino. L’Iss dice “sì” alla terza dose con Pfizer. Corriere Romagna intervista il responsabile della campagna vaccinale dott. Agostino Ceccarini

    L’Iss dice “sì” alla terza dose con Pfizer. Ceccarini: «Non saremo cavie, è uno step indispensabile, vaccinatevi». Le prenotazioni al via dall’8 novembre saranno consigliate alle persone fragili, agli over 85, nonché agli ospiti della Rsa La Fiorina, (ma non a Il colore del grano, dove si è puntato su Sputnik) ed infine ai sanitari. Indispensabili infatti due fattori: che tutti abbiano completato l’immunizzazione con il vaccino Comirnaty (Pfizer/BioNTech) e che siano trascorsi almeno sei mesi dall’ultima somministrazione. Un appello, come precisano dall’Iss, rivolto a «due migliaia di cittadini».

    Finora ad aderire era stato l’82,68% della popolazione vaccinabile, mancano tuttavia 5mila residenti oltre ai minori di 12 anni.

    «Difficile stabilire quante siano le persone fragili, ragionare sulle categorie è sempre complesso – precisa il responsabile della Campagna vaccinale dottor Agostino Ceccarini -. Più immediato invece il dato sui vaccinati Pfizer pari a 3mila persone circa». Ed il dottore fuga subito possibili timori: «Non dovrebbero verificarsi effetti collaterali, del resto in Israele la terza dose allargata a tutta la popolazione non ne ha registrati». Ed anzi, ribatte, la scelta è «necessaria specie per immunodepressi e oncologici, perché dopo 6 mesi Pfizer cede un po’ nella copertura». E l’ipotesi terza dose Ema per i vaccinati Sputnik? «Al riguardo – nota Ceccarini – mancano studi scientifici, ma si può contare sull’esperienza italiana di una dose eterologa su Astrazeneca, un vaccino con vettore virale molto simile a quello del siero russo». La decisione del Belpaese, commenta, «ha determinato anzi una risposta anticorpale ancora più efficace» ed a rassicurare in merito è anche «una dichiarazione di Aifa». Ma prima di compiere quest’eventuale scelta «attenderemo conferme scientifiche con dati puntuali provenienti da Fda, Ema e anche Aifa o dal Cds italiano», dice. Per ora resta il timore di «un’adesione un po’ in sordina ma l’auspicio è che attraverso l’informazione e col traino del green pass si capisca l’importanza di questo step». E il dottore lancia un appello: «Il mondo scientifico sta facendo l’impossibile da 18 mesi restando in prima fila, vorrei che questo principio fosse colto dagli incerti. Nessuno di noi è un kamikaze, siamo tutti padri di famiglia che agiscono con la certezza di percorrere la strada maestra. Le voci di “complotti” ci lasciano a bocca aperta e ci feriscono. Qualcuno non riesce davvero a capire – conclude – il senso del nostro operato». Corriere Romagna