Fondato nel 1975, l’Istituto Musicale Sammarinese si appresta a celebrare il mezzo secolo di vita. Tra le sue mura è passata la storia di San Marino, ma anche la storia di tantissimi ragazzi che si sono avvicinati alla musica, che in molti casi è diventata per loro anche un mestiere; e di tantissime famiglie che, tramite i loro figli, hanno imparato ad amarla e ad apprezzarla. Un percorso di crescita costante, finché tutto si è inceppato quando, più o meno nel 2010, la sede di Borgo Maggiore, presso la curva ex Salesiani, fu dichiarata inagibile. Di lì cominciò una diaspora durata ben 12 anni, con aule di studio appoggiate provvisoriamente in alcuni palazzi di Città.
Una situazione molto complessa, anche per il sovrapporsi di altre criticità, come ci racconta il presidente IMS Giacomo Volpinari. “Sono arrivato a questo incarico sul finire del 2020, in piena emergenza pandemica. La situazione era caratterizzata da problemi logistici, data l’assenza di una sede e la conseguente dislocazione delle varie attività in giro per il territorio, e da altre situazioni strutturali irrisolte da anni. C’era uno statuto fondativo non più al passo con i tempi, nonché vari aspetti legali, amministrativi e gestionali di primaria importanza, che interessavano anche le più semplici attività giornaliere. Parlando di una realtà come l’Istituto bisogna tenere sempre ben presente che ci sono centinaia di bambini e di ragazzi che frequentano la nostra scuola, ci sono le loro famiglie: le responsabilità sono tante”.
Volpinari contempla diverse competenze: è laureato in economia, ha esperienze in campo finanziario e manageriali in aziende private, in più è lui stesso musicista. “Ho accettato la sfida al buio – confessa – con l’auspicio di dare un contributo attivo allo sviluppo del l’IMS. Sin da subito mi sono reso conto che l’impegno di qualche ora a settimana di pura rappresentanza, come parrebbe configurato sulla carta il ruolo di presidente, era assolutamente insufficiente ed incompatibile con la situazione. Pertanto, pur dovendo gestire attività professionali personali, ho cercato di dedicarmi praticamente a tempo pieno”.
Due i problemi più grossi sul tavolo: una sede stabile e un inquadramento giuridico chiaro che ponesse i presupposti per il riconoscimento dei corsi anche all’esterno e che ne stabilisse l’identità: fondazione, ente pubblico, oppure società privata. Ogni argomento andava approfondito e questo ha comportato un lavoro diretto della presidenza di migliaia di ore, che è stato oggetto di confronto e condivisione costante con il collegio dei docenti, con il personale, con il governo e gli uffici pubblici. Il primo step, la sede, è stato affrontato e in parte risolto relativamente in breve tempo, nonostante un ostruzionismo politico molto forte. Alla fine, pur con la necessità di diversi interventi ancora in corso, l’IMS è arrivato in pianta stabile nella ex scuola elementare di Città. E da quel momento, sono esplose tantissime nuove attività.
“Si stava già profilando il fenomeno delle denatalità con un andamento progressivo. Abbiamo pensato all’ampliamento della cultura musicale a favore di una società inclusiva, estendendo i progetti e le collaborazioni alle scuole e alle realtà sanitarie e sociali, con l’obiettivo di avvicinare più bambini possibile alla magia della musica”. In queste poche parole c’è tutto quello che non si vede dell’IMS: i corsi denominati Oppalala destinati ai bimbi sotto i 3 anni e ai loro genitori; poi c’è Musicagiocando, frequentato dai 3 anni in su; i progetti per gli asili nidi, le scuole dell’infanzia, le scuole elementari, fino alle medie, anche con laboratori mirati.
Fiori all’occhiello di questo progetto sono: Noi in crescendo, destinato al reparto di Pediatria, dove sono previsti corsi di formazione musicale per il personale ISS (attualmente 40 unità); i corsi per le famiglie durante la fase di gravidanza e dopo il parto (88 è il dato più recente); e altri progetti avviati con i servizi sociosanitari ISS.
Oltre a queste iniziative di prima fascia, vanno sottolineati i corsi pre-accademici, che si tengono presso la sede IMS negli orari pomeridiani, per imparare lo strumento che i ragazzi scelgono, unitamente ad attività come concerti, saggi, suonare in orchestra. In tutto: 278 musicisti in erba, a cui si aggiungono 5 iscritti ai corsi accademici. Inoltre, recentemente è stato ripreso il progetto del coro di voci bianche, anche questo in crescendo.
La collaborazione con i vari ordini di scuola ha permesso diversi effetti positivi in un contesto sociale dove sono in costante aumento bambini che hanno problemi di apprendimento, che sono iperattivi, oppure hanno difficoltà a stare attenti e/o a rapportarsi in gruppo. Grazie alla musica, quindi, possono partire progetti mirati, sia di natura psicologica, sia didattica. Sono previsti, inoltre, corsi per gli insegnanti nei vari ordini di scuola: ce ne sono ben 258 coinvolti.
In tutto, stiamo parlando di 2084 bambini/studenti che partecipano nelle varie attività e di circa 300 unità, tra docenti e personale sanitario, presenti alle formazioni professionali organizzate dall’IMS. Dati aggiornati all’attuale anno scolastico. Inimmaginabili dall’esterno.
C’è di che essere soddisfatti, ma Volpinari guarda oltre: “Abbiamo ancora molti problemi da risolvere per poter finalmente esprimere appieno il potenziale. Da una parte l’esigenza di procedere con celerità rispetto ai progetti tecnici già approvati per la sede; dall’altra un nuovo inquadramento giuridico, che dovrà essere costruito sulla base delle reali esigenze dell’IMS. È un passaggio cruciale, che determinerà la capacità di guardare in prospettiva, ma se non adeguatamente gestito potrebbe portare anche conseguenze negative”.
In effetti, il decreto è pronto, già sottoposto a verifiche e confronti con tutte le parti interessate, ma ancora bloccato in dinamiche politiche che nulla hanno a che fare con la musica e magari con qualche sogno nel cassetto.
“Il mio mandato è in scadenza – conclude Giacomo Volpinari – i progetti avviati credo che abbiano dimostrato molte potenzialità, nonostante le criticità ancora irrisolte. Non ci siamo limitati a trattare solo la contingenza: il CDA ha sempre lavorato per pianificare il lavoro in visione prospettica e fare in modo che l’IMS diventasse un punto di riferimento culturale sempre più importante e significativo. In questo percorso, è fondamentale la riforma dello statuto avviata sin dal 2020, rispetto alla quale ha ruotato sempre il mio impegno giornaliero. Ovviamente ogni cosa sarà a disposizione di chiunque verrà scelto alla guida di questa realtà, con l’auspicio che possa proseguire quanto già avviato. Compreso il dossier per la creazione di un’orchestra sinfonica sammarinese”.
Angela Venturini