San Marino. L’Italia e Civico 10 stoppano Banca Centrale. Questioni Asset e arabi sul tavolo di Bankitalia: è bagarre

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Banche, dopo la pesante giornata affrontata da Adesso.sm, Civico 10 finalmente tira fuori gli attributi e mette i puntini sulle “I”, avvisando gli alleati di governo che “sarà necessaria una valutazione più precisa e approfondita sull’attività svolta dall’autorità di vigilanza, rispetto agli ultimi avvenimenti che hanno interessato il mondo bancario e finanziario”. Peccato che i buoi dalla stalla siano già scappati con una liquidazione coatta amministrativa, quella di Asset Banca, che sarà oggetto di discussione fra governo italiano e Bankitalia. Sono dolori e il Titano rischia di tornare ai tempi della black list. Timori dell’Italia anche sulla futura tassa discriminatoria per i frontalieri. Riferisce tutto questo Paolo Tancredi, capogruppo di Alternativa Popolare in Commissione Bilancio, anticipando l’invio di una lettera per sollecitare chiarimenti su questi temi – vicenda Asset Banca compresa – al Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, ai Ministri degli Esteri e dell’Economia, Angelino Alfano e Pier Carlo Padoan. La missiva verte – lo si ricorda-  sullo sviluppo delle relazioni tra la Repubblica Italiana e la Repubblica di San Marino e le rispettive banche centrali sui temi dell’economia, del credito e del lavoro. Si chiederanno quindi lumi sull’operato di Banca centrale e del congresso di Stato, l’esecutivo sammarinese. Non sono citati gli istituti coinvolti, ma e’ chiaro il riferimento ad Asset Banca, finita in liquidazione coatta dopo diversi mesi di gestione in amministrazione straordinaria, provvedimenti messi in discussione dallo stesso Tribunale sammarinese. Cosi’ “non puo’ che destare preoccupazione- spiega sintetizzando il parlamentare italiano- l’atteggiamento della Banca Centrale e dello stesso governo di San Marino nella gestione delle crisi bancarie”. Percio’ “chiedero’- chiarisce Tancredi- in virtu’ degli accordi presenti e futuri, che tra l’altro prevedono l’ingresso nella Ue di San Marino con l’annunciato appoggio del governo italiano, di monitorare sulle possibili asimmetrie nelle decisioni assunte nel percorso di risoluzione di alcuni istituti con una prevalente presenza di soci, investitori, dipendenti di nazionalita’ italiana”.  Tancredi ripercorre cosi’ i trascorsi bilaterali nel settore finanziario: “In questi anni- spiega- i due Paesi si sono mossi verso un’armonizzazione delle norme e delle procedure al fine di perseguire trasparenza e reciprocita’ sulle politiche fiscali e del credito”. L’accordo del 2014, ratificato dalla Legge 23 ottobre 2014 n. 160, “prospettava una grande apertura nei rapporti tra i sistemi bancari dei due Paesi- prosegue- a cominciare da temi come la lotta al riciclaggio, l’attivita’ di prevenzione e contrasto agli abusi di mercato, il superamento della doppia imposizione fiscale fino ad arrivare a una auspicata integrazione delle attivita’ di vigilanza sugli istituti, tra le due banche centrali, obiettivo assolutamente prioritario tanto piu’ in un momento di accentramento delle attivita’ di vigilanza a livello Europeo”. Ora “tale virtuoso percorso- ammonisce- rischia di essere messo in discussione da atteggiamenti che sembrano penalizzare interessi di investitori italiani”. Come alcune proposte normative rischiano parimenti di mettere in difficolta’ i lavoratori italiani sul Titano. “Come riteniamo positiva la modifica della tassa etnica che discriminava i lavoratori italiani- ricorda il capogruppo di Ap- valutiamo assolutamente in contrasto con le buone relazioni tra i due Paesi l’introduzione nella prossima legge di sviluppo, di una nuova tassa discriminatoria per le aziende che assumono personale frontaliero”. E a riguardo: “Riteniamo non corretto- puntualizza infine- non aver trattato quest’ultimo tema nel recente incontro con il Ministro degli Esteri italiano, del segretario di Stato per gli Affari Esteri, Nicola Renzi, avvenuto lunedi’ scorso alla Farnesina. A quanto pare non è passata inosservata dalle parti di Bankitalia la questione “araba”. Ci saranno certamente sviluppi importanti nei prossimi giorni: da un lato si colpisce Asset Banca, dall’altro si fanno entrare gli arabi nel mercato finanziario sammarinese. C’è già chi parla di gioco delle tre carte. Anche alla luce delle ultime importanti e quantomani attese prese di posizione di Civico 10 i vertici di Banca Centrale traballano. Sul tavolo ci sono inoltre come noto querele presso procure italiane e le azioni di responsabilità. Forse sarebbe il caso di fermare le boccie e sedersi per trovare soluzioni eque, sarebbe un atteggiamento trasparente e apprezzato da tutte le parti in causa.

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