Per capire dove stiamo andando, dobbiamo necessariamente guardare dove ci hanno portato.
Per il cittadino comune, la complessa vicenda che lega la Banca di San Marino (BSM) al gruppo bulgaro Starcom può apparire come un labirinto tecnico, un incomprensibile “arabesco” finanziario. In realtà, la verità è molto più cruda e semplice: è la storia di una sovranità nazionale messa all’asta.

Tutto ha inizio con la ricerca di un “salvatore” per la banca di Faetano. In quel vuoto di potere e di capitali si infila la Starcom Holding di Assen Kavardjiev.
Ma i bulgari non arrivano da soli: vengono accompagnati, introdotti e difesi da una rete di sammarinesi, anche professionisti, che conoscono perfettamente i corridoi del potere e i gangli delle istituzioni.
Oggi, quella che era stata presentata come un’operazione di salvataggio si è trasformata in un aperto ricatto politico e lo dice per primo il comunicato del Congresso di Stato di ieri.
Si minaccia, senza troppi giri di parole, l’uso del veto da parte della Bulgaria per bloccare l’Accordo di Associazione con l’UE.
Il motivo? Pare che, se San Marino non sblocca i loro capitali, circa 15 milioni di euro attualmente sequestrati nell’ambito di un’indagine penale di tangenti, e non asseconda i loro piani, la rappresaglia internazionale sia già pronta.
È il punto di non ritorno: un gruppo privato straniero che usa il destino di un intero popolo come fiche sul tavolo da poker. Il comunicato stampa di ieri parla chiaro. E questo è il primo, pesantissimo puntino. La base di tutto.
Poi c’è un nome che ricorre come un mantra in questa vicenda ed è quello di Gianni Moreschi. La sua presenza non è un dettaglio, è una firma autografa. Moreschi è stato il braccio destro comunicativo dell’ex Segretario all’Industria Andrea Zafferani (Repubblica Futura) durante l’epoca di Adesso.sm. Non solo: Moreschi fu inserito nei gangli vitali di San Marino Innovation, creatura politica vicinissima a Zafferani, di cui divenne l’ufficio stampa. Ecco un altro puntino.
Com’è possibile che chi ha servito lo Stato sammarinese dall’interno oggi si ritrovi a fare da “ufficio stampa” per conto di chi minaccia lo Stato stesso di ritorsioni internazionali, come si legge dall’articolo di EUlive.
Un altro puntino
Il disegno, però, non sarebbe completo senza il coinvolgimento della “balena bianca” o parte di essa. Ed allora entra in scena Marco Beccari, storico esponente democristiano e sindacalista di lungo corso. Come Presidente dell’Ente Cassa di Faetano, è stato lui l’uomo che ha spalancato le porte ai bulgari, firmando l’accordo di cessione di BSM. Sono rimaste celebri le sue esternazioni in cui profetizzava, in ogni dove, la morte della banca senza l’innesto bulgaro.Cosa che la stessa BCSM ha ufficialmente smentito così come lo hanno smentito I fatti : la banca è ancora viva e vegeta , nonostante la macabra profezia di Beccari.Dunque abbiamo un presidente che urla al disastro quando la stessa autorità di vigilanza rassicura.
Qui il puntino diventa un macigno: Marco Beccari è il padre di Luca Beccari, l’attuale Segretario di Stato agli Affari Esteri. Mentre il figlio siede ai tavoli di Bruxelles per negoziare il futuro del Paese, il padre ha gestito il dossier con i bulgari. Altro puntino bello grosso.
L’Accordo “Sospeso”. Non è un errore terminologico. Dire “sospeso” è un messaggio diretto al Governo. È come dire: “Noi abbiamo il potere di sbloccare la Bulgaria, voi avete il potere di sbloccare i nostri conti”. Un mercanteggio sulla pelle dei cittadini e su quello del Tribunale.
Come abbiamo spesso sottolineato nelle inchieste di GiornaleSM, ed Enrico Lazzari e’ un maestro in questo, unire questi puntini porta a un sospetto amaro: esiste una consorteria di professionisti che ha più a cuore il successo di un’acquisizione bancaria che la dignità e la sovranità della Repubblica?
I fatti sono questi e dovranno essere i nostri lettori ad unire i puntini e ad avere una propria idea dall’unione di questi.
Chi scrive odia profondamente l’accordo di associazione UE per i motivi che ben conoscete, ma ama ancor più profondamente questo Paese e i sammarinesi.
Amo il Titano a tal punto da aver formato un comitato PRO-SAN MARINO a tutela della Repubblica.
Perché la dignità di un popolo non può essere merce di scambio per gli interessi di pochi.
Tutto ciò che abbiamo elencato sono fatti pubblici, incarichi registrati e dichiarazioni ufficiali. Se la loro somma porta a un disegno inquietante, non è colpa di chi unisce i puntini, ma di chi quei puntini li ha disseminati sulla strada della Repubblica.
Ai miei lettori auguro buona caccia!
Marco Severini
Direttore GiornaleSM











