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  • San Marino. Lonfernini (Dc): “Guardo già alla prossima legislatura”

    ”Verginità politica? Qualcuno dentro maggioranza e governo si faccia esame di coscienza. Caso titoli? Fa accapponare la pelle tanto quanto il Conto Mazzini. Asset e Cassa? Inimmaginabile”

    Intervista a Teodoro Lonfernini, consigliere Dc, alla luce delle ultime iniziative prese assieme al compagno di partito Mussoni. Che cosa hanno in mente i due politici? Abbiamo provato a comprenderlo.

    Consigliere, le correnti sono le metastasi dei partiti. Lo disse a suo tempo – quando era in auge – Gianfranco Fini. E’ d’accordo?

    “Guardi, non mi ha citato un grande esempio di personaggio politico a cui mi ispiro ma, tuttavia, penso che avesse ragione sotto certi aspetti e cioè, le correnti, intese in maniera male ca, costruite sulla volontà di dividere e indebolire per poi distruggere, senza dubbio sono un male da cui stare lontano ma, quel male, non va confuso con il diritto sacrosanto di veder le cose in maniera diversa dentro una organizzazione di qualunque natura, a maggiore ragione se politica. La diversità di pensiero, se è sana, è il motore positivo e propositivo dentro qualunque realtà”.

    Non crede che quello che state facendo lei e Mussoni – con la vostra officina di idee – sia l’emblema per eccellenza della vecchia politica?

    “Beh, questo giudizio semmai lo lascio proprio agli attori della vecchia politica, cioè a tutti coloro che hanno sempre pensato che la ‘malizia’ fosse l’unica sensazione su cui far muovere l’opinione della gente; io e l’amico e collega Mussoni invece, pesiamo tutto il contrario e cioè che ci sia proprio bisogno di qualcosa di nuovo, che dia la possibilità di far parlare poco i maliziosi ma molto invece i ‘visionari sani’, come un po’ siamo noi; con un valore aggiunto a quella visione e cioè, la concretezza di far rispondere il Paese alle esigenze di oggi, in maniera diversa, reale ed attuale ai tempi che viviamo”.

    Non crede che ci sia un atteggiamento un po’ tiepido del Paese sulle motivazioni del conto Mazzini perché si è tutti in attesa di conoscere i contenuti della querela dell’ex magistrato dirigente?

    “Sì, sono assolutamente d’accordo con il suo giudizio; c’è un atteggiamento omertoso in generale nel Paese, ho già avuto occasione di ribadirlo; nessuno si esprime con convinzione come se fossimo o tutti anestetizzati o in attesa di chissà quale altra notizia. Ciò che mi auguro con fermezza, è che nel Nostro Paese non si verifichino più altri ‘Conto Mazzini’ o circostanze così imbarazzanti tendenti alla voglia di impunibilità o disonestà; ne perderemmo di credibilità e di amor proprio un po’ tutti. In Tribunale, ce ne sono di ‘cose e cosine’ da dover chiarire ma, sono sicuro che la struttura sia in grado di poter affrontare ogni dif coltà e noi (Politici), dal canto nostro, dobbiamo sostenere tutta la Magistratura. Tutta”.

    Credo non abbia colto la provocazione o forse non l’ha voluta cogliere, ma andiamo avanti. Quando si chiuderà il “Caso titoli” quei soggetti che si autoproclamano trasparenti secondo lei potranno ancora vantare una supposta superiorità morale?

    “Per carità, guardi tocca un tasto dolentissimo per la politica degli ultimi diciotto mesi; autoreferenzialità, presunzione di perbenismo, prepotenza di valutazione, superficialità di azione; tutte cose che a leggere le carte che sono state scritte da Autorità Giudiziarie fanno accapponare la pelle tanto quanto quelle del Conto Mazzini, per cui, prima che qualcuno parli di ‘verginità politica’ (si intende), è il caso che si faccia un bell’esame di coscienza, anche dentro questo Governo e questa maggioranza, perché tutti noi siamo i protagonisti di una storia personale e qualcuno, di vergine (politicamente sempre) non ha nemmeno l’apparenza. Mi fermo qua, non voglio farle esempi poco consoni ad un pubblico sensibile”!

    Come si porrebbe di fronte a chi volesse dare una stampella a questo governo?
    “Le stampelle mi sanno di inabilità, per cui, non mi pongo nemmeno il pensiero; ciò che sostengo invece è che questo Governo e questa maggioranza non hanno le condizioni per procedere come hanno fatto sino ad ora e dunque, solo se hanno l’umiltà di ammettere i loro errori e fare un ragiona- mento di protezione del sistema, potrei esser disponibile, proprio perché, ritengo che oggi non si debba guardare a questa legislatura ma bisogna guardare al Paese ed alle sue condizioni che sono molto preoccupanti. In ogni caso, credo che il ragionamento che ho appena fatto passerà dentro quella autoreferenzialità di cui si circonda questo quadro politico per cui, come si suol dire, guardo avanti, alla prossima legislatura, dove vi è bisogno davvero di ‘qualcosa di nuovo’”.

    Insisto per maggiore chiarezza. Non crede che un governo di unità nazionale sia solo un modo per allungare la vita a un esecutivo nato già debole?

    “Quando si parla, ed io sono uno di quelli, di un Governo di Protezione Nazionale, vuole dire, fare un governo nuovo a tutti gli effetti, poi vedremo nel caso chi ci vorrà stare ma, sono convintissimo che sia una delle poche occasioni che abbiamo a disposizione per salvare il Paese; con precisi obbiettivi e poco tempo a disposizione. Per cui, Governo di Protezione Nazionale, non vuol dire proseguire con questa infelice esperienza ma, creare le condizioni serene di prospettiva, dove politica e tutte le altri parti del Paese, si mettono insieme e ci regaliamo un futuro più certo”.

    Lei all’indomani delle elezioni fu il primo a lamentarsi di una vittoria di Adesso.sm solo al ballottaggio e con un premio di maggioranza per molti persino non costituzionale. Oggi la pensa ancora così?

    “Certo. Sono sempre stato colui che ha gridato al non funzionamento di una legge elettorale che andava cambiata già nella scorsa legislatura ma, non ho avuto la forza per farlo comprendere alla politica a partire dal mio Partito, che ha messo la testa sotto la sabbia e ne ha pagato lo scotto maggiore in termini di presenza Consigliare. Il problema è che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, per cui, ci troviamo con chi ha vinto le elezioni con il 30% di effettiva rappresentatività, che per effetto delle loro scelte, oggi è ancora meno, e che non avrà alcuna intenzione né convenienza a cambiare la legge elettorale, tanto è vero che, ancora il sottoscritto non ha visto nemmeno una riga di un lavoro che invece ritengo necessario, visto e considerato che la legge era stata costruita per l’esistenza di due poli, mentre oggi ed in futuro corriamo il rischio c’è ne siano sempre di più”.

    Lei e Mussoni siete stati Segretari di Stato del vecchio governo. Non vi sentite responsabili dell’attuale situazione?

    “Per certi versi sì e mi spiego: io ed il collega Mussoni volevamo far viaggiare il Paese a mille (termine eufemistico) sia nella risoluzione dei suoi antichi problemi e soprattutto verso le opportunità da cogliere in termini di sviluppo e crescita, altri invece, hanno voluto tenere un andamento molto, ma molto più lento, ed oggi, anche in questo caso ne paghiamo le conseguenze in generale. Lascio a Lei ogni ulteriore valutazione”!

    E io le lascio ai lettori. Senta, è normale quello che è successo sino ad oggi nel mondo economico passando da Asset Banca e arrivando a Cassa di Risparmio?

    Assolutamente no. Quello che hanno voluto compiere nelle situazioni Asset Banca e Carisp ha dell’inimmaginabile e non condivido alcun passaggio in quanto, per compiere operazioni di sistemazione e miglioramento di quelle realtà, bastava usare la misura della virtuosità, con la quale si ottenevano le stesse cose ma con modalità molto meno dirompenti nei confronti di tutti. Ora dovremo cercare, con un Governo di Protezione Nazionale, se mai si farà, di correggere quei tiri cosi ‘sinistri’ e riposizionare la mentalità verso ‘il gestire le situazioni e non violentarle’”.

    Lei conosce Confuorti? Quello che sta accadendo alla sua collega Tonnini come lo giudica?
    “Non ho mai avuto il ‘dispiacere’ di conoscere questo signore che a giudicare da ciò che leggo, ha avuto molteplici relazioni con il nostro sistema; è evidente che a qualcuno piaceva e piacevano i suoi interessi. Personalmente non credo mai che sarebbe stato tra le mie corde il suo modo di fare e di agire per cui, di sicuro avrebbe avuto molta meno corda lunga per muoversi nel nostro Paese; se poi associamo questo pensiero a ciò che ha avuto il coraggio di fare nei confronti di un/una collega io dico per queste situazioni… W la Tonnini tutta la vita! Difendiamoci in queste circostanze, daremmo una grande dimostrazione di solidarietà di sistema-Paese”.

    David Oddone, La RepubblicaSM