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  • San Marino. Lonfernini: «Governo ingessato Serve un premier che decida»

    Teodoro LonferniniUN PREMIER? Perchè no. Tra i tanti temi che sono a cuore al segretario di Stato al Turismo, Teodoro Lonfernini c’è anche questo. Unione Europea, turismo, sviluppo e, appunto, un capo di governo.
    Segretario, se ne parla da tempo a San Marino?
    «Da troppo tempo, anche se mai in maniera ufficiale e nel partito in maniera troppo superficiale. Occorre rendere il sistema più moderno».
    Che vantaggi potrebbe portare?
    «Sarebbe utile avere una persona che si possa assumere una responsabilità diretta insieme alla propria squadra di governo. Si disperderebbero sicuramente meno energie e tempo. Potrebbe assumersi in maniera veloce la responsabilità di prendere una decisione. Oggi con il Congresso e i suoi nove segretari di Stato non è sempre così».
    Un sistema più snello per viaggiare a grandi passi verso l’Unione Europea?
    «Dobbiamo stringere i tempi lavorando sulle riforme istituzionali e sul percorso di carattere europeo. Stiamo seguendo una strada che cambierà sostanzialmente l’aspetto del nostro Paese. Di Unione Europea abbiamo parlato alla Festa dell’Amicizia perché è giusto che la gente sia informata».
    Una svolta con il passato che inizia a diventare concreta?
    «Il percorso di svolta è iniziato più di qualche anno fa, per dire il vero. Ora si vedono i frutti di quel lavoro. Nel ricostruire il tessuto economico e sociale di un Paese sono stati necessari anche dei sacrifici. Sapevamo di dover fare qualche passo indietro per proiettarci in avanti».Negli ultimi giorni si è parlato tanto, e anche con toni piuttosto accesi da parte dell’Usot, dei passi indietro compiuti nell’ultimo anno dal turismo. E’ preoccupato?
    «Da due anni vivo da vicino le questioni legate al turismo e penso che mai nella storia della Segreteria ci siano stati tanti comunicati stampa da parte delle associazioni. Non capisco la logica di uscire con queste dichiarazioni nel momento in cui sarebbe giusto lavorare uniti per buttarci alle spalle un momento complicato. Le ragioni dei dati negativi dell’ultimo periodo sono tante e diverse, da un flusso internazionale che cambia, all’aeroporto che ha funzionato a singhiozzi, fino alla minor capacità di spesa delle persone».
    Operazioni di rilancio?
    «Un piano strategico è pronto ormai da tempo. Ma la politica non gli ha dedicato il giusto tempo. Su questo sono d’accordo con chi si lamenta. Diventa difficile lavorare senza avere gli strumenti per farlo».
    Per fortuna che c’è l’Expo…
    «E’ stata un’opportunità che non potevamo permetterci di perdere e i numeri ci stanno dando ragione. Ad agosto nel padiglione sammarinese è stato fatto il pieno di visitatori. Una vetrina imperdibile che dobbiamo usare come leva per lavorare nei prossimi cinque anni».

    Il Resto del Carlino