Bufere di neve sono state registrate in Abruzzo che hanno imperversato
con certi nubifragi che hanno recato gravi danni altrove L’attrezzatura di
San Marino con i suoi spazzaneve e squadre di spalatori ha fatt o sì che
solo per poche ore le strade fossero bloccate mentre l’interruzione della
corrente non ché il sistema telefonico sono stati prontamente riatti vati Il
freddo impellente e le previsioni meteorologiche che non accennavano ad
un prossimo miglioramento, hanno fatto rinascere anche la “liscia” od “oriuolo”,
specie di un bob in miniatura fatto di neve infarcita e gelata al soffio
della tramontana, con sponde laterali ti rate a raffetto lungo il pendio di via
Giosuè Carducci che è la località più adatta alla “liscia” in quanto è esposta
a tramontana e scarsamente battuta dal sole e per lo più dal lato destro
presenta solo lunghi muri di sostegno senza abitazioni senza strade laterali
d’accesso per cui la “liscia” potesse costi tuie un disturbo. La liscia è l’unica
atti vità invernale a San Marino dove non esistono campi da sci o piste gelate.
I vecchi Coloro che si assumevano l’impresa della liscia facevano a gara
per presentarsi primi alla Reggenza a chiedere il “raff ett o” che sarebbe la
sagoma con la quale i costruttori, curvi con i piedi nel giaccio e le mani nella
neve intrisa co, ti ravano la “liscia” fra un binario di legnami distanti fra loro
38 cm. E questa era la misura con la quale venivano costruite le scarannine,
che avevano due patti ni d’acciaio perché potessero raggiungere alte
velocità. La via è lunga 300 mt. Finisce al Macello dove finiva la “liscia” e i
corridori si rialzavano per risalire per la successiva discesa. Giovani ed anziani,
professionisti ed operai, studenti ed impiegati, si abbandonavano per
svariate ore della giornata con entusiasmo al brivido dell’oriuolo. Caratteristi
ci erano i carrozzoni: fi le molteplici di scarannine in cui ognuno di quelli
che stavano davanti stringeva sott o il braccio le caviglie di quello che stava
retro e così via. I carrozzoni raddoppiavano la velocità ed ondeggiando
sembravano mastodonti ci millepiedi e non era raro il caso che, nonostante
un buon guidatore, si verificassero ruzzoloni colletti vi.. (omissis) Il fiuto degli
operai sammarinesi che non ha bisogno di previsioni meteorologiche
ufficiali, ha senti to che il freddo , improvvisamente il 10 gennaio sarebbe
durato ed hanno corso il rischio; il rischio perché altrettanto improvvisamente
avrebbe potuto alzarsi il garbino che squaglia la neve come la cera al
fuoco, e frustrare la fati ca e gli stenti di chi ha lavorato notte e giorno sott o
la sferza della tramontana. Si corre da più giorni e le speranze sono rosee;
ma prima o poi arriverà il garbino preannunciato dallo stillicidio serale dei
candelozzi e…addio “liscia”, e chissà che Canducci non tiri fuori una nuova
tiritera come quella che gli studenti cantarono sott o le finestre con amara
ironia a Malton in occasione della sua scomparsa:“Pore Malton, le mort la
lescia.”
( DA LO STRADONE) Art. di Francesco Balsimelli sul Resto