San Marino. Luca Buscarini racconta le sue disavventure alla Dogana inglese e del poco interessamento delle autorità sammarinesi

Salve a tutti, mi chiamo Buscarini Luca, ho 24 anni e sono nato a San Marino. Forse vi ricorderete di me per la disavventura accadutami lo scorso febbraio quando partii per Londra insieme ad un mio amico italiano per fare un’esperienza all’estero e perfezionare il mio inglese; in poche parole fui arrestato all’aeroporto di Stansted e rispedito al mittente. Appena tornato venni ricevuto dalla Segreteria Esteri e mi venne detto che la cosa sarebbe stata risolta e chiarita nel più breve tempo possibile. bene. Venni anche intervistato, ma fu trasmesso solo parte del messaggio che avrei voluto trasmettere. La mia disavventura venne presentata anche in consiglio, ma il nostro segretario agli esteri liquidò il tutto affermando che io dissi di essere nel Regno Unito per cercare lavoro, quindi necessitavo di visto e di conseguenza diede ragione all’Uk border agency( agenzia doganale britannica), facendomi passare come uno sprovveduto, quando sia sui loro verbali, sia durante il colloquio con i suoi collaboratori di stato insistetti più volte su questo punto, affermando di essere in UK solo per studiare e non certamente per lavorare e  invece non fu detto che io prima di partire mi recai ben tre volte negli uffici della segreteria per metterli a conoscenza di quello che volevo fare nei prossimi mesi chiedendo tutte le informazioni a me necessarie.

Dopo due mesi ad attendere risposte, per me importanti, dalla segreteria, mi stancai di attendere una loro telefonata, cosi mi recai nei loro uffici un’altra volta a chiedere quanto avrei dovuto ancora aspettare; bè con una certa tranquillità mi venne detto che avevano ricevuto risposta dal regno unito la settimana prima!! E cosa aspettavate a dirmelo?! Comunque a parte tutto questo mi venne consigliato di cambiare meta (malta) e mi spiegarono che per una serie di incomprensioni venni rispedito indietro in febbraio. Spiegai che di andare a Malta non me ne poteva fregare di meno e quindi chiesi garanzie per ripartire per Londra, visto che il mio unico reato era quello di avere solo il passaporto sammarinese.  Bè di garanzie non me diedero, anzi fecero di tutto per sviarmi dalle mie intenzioni, affermando che era molto probabile un mio secondo rimpatrio e che loro non ci avrebbero potuto fare niente.

Comunque, visto che non sono abituato ad arrendermi facilmente, come si aspettavano mi organizzai da solo : prenotando un’ alloggio, un volo ed una scuola dalla quale mi feci inviare un attestato di frequenza.

Sudai freddo la seconda volta all’aeroporto di Stansted, ma dopo aver mostrato i miei documenti e 20 minuti di colloquio( visto che ero gia noto alla UKBA per la situazione di febbraio) mi fecero passare con un visto di 6 mesi.

Finalmente inizia la mia convivenza con persone da tutto il mondo e stavo veramente bene, anche se all’inizio è stata un po’ dura, ma l’avevo messo in conto..

Ma aimè necessitavo ancora una volta di alcune delucidazioni da parte degli organi preposti dal mio stato.

Ricevetti un’offerta di lavoro da parte di un ragazzo che aveva appena aperto una catena di bar. Io fui contento ma gli dissi subito che ovviamente sarei dovuto essere messo subito in regola; lui mi disse di informarmi con il mio stato su come fare per l’assunzione essendo extra-ue. Bene.

Per un mese e mezzo cercai di contattare il nostro console nel Regno Unito, ricevetti solo risposte approssimative e scocciate come se gli facessi un dispetto a chiedere il suo aiuto. In alcune mail anche la segreteria esteri era presente, ma fui nuovamente snobbato. Nonostante l’incompetenza dalle risposte alle mie domande tecniche in due mesi non sono mai riuscito a vedere in faccia il nostro console, solo un giorno ci sono quasi riuscito, ma dopo tre ore di viaggio scoprii che il mio appuntamento era stato annullato per il prolungamento di una riunione nella mattinata.

Cosi non trovando risposte alle mie domande e arrivando quasi alla fine delle mie risorse finanziarie dovetti tornare in repubblica.

Ho scritto questo articolo non tanto per ricevere compassione o complimenti, ma solo per mettere al corrente tutti su come stanno veramente le cose nei “piani alti”, poi ognuno è libero di fare le sue considerazioni e ovviamente non faccio di tutta l’erba un fascio. Ma questo è quello che ho passato io ed è tutto vero, non avrei nulla da guadagnare nell’infangare il mio paese.

Alla vigilia di queste nuove elezioni pensateci bene se questo è il futuro che volete lasciare ai vostri figli.

 

Luca Buscarini