San Marino. Lucciole cinesi nel centro massaggi. Dalle ‘carezze’ ai conti sul Titano. La Finanza filma le prestazioni extra delle ragazze reclutate dai gestori

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prostitute_cinesi_genova_massaggi-2A volte non c’era neppure bisogno di parlare e la cinesina chiudeva il massaggio con pratiche sessuali, nessuna esclusa. Per i più timidi, invece, erano le ragazze che chiedevano se volessero ‘gradile’. Al centro massaggi di via Flaminia a Rivazzurra la luce si spegneva solo alle 2 di notte. Per realizzare un fatturato superiore ai 300mila euro ogni anno e che, almeno per il 50 per cento, veniva sottratto al fisco per dirigersi verso banche sammarinesi. Sono i risultati dei primi accertamenti della Guardia di Finanza di Rimini, che ieri ha chiuso e sequestrato il centro di massaggi Alice gestito da una coppia di cittadini cinesi. L’operazione «China’s Wonderland», dal nome del centro ha portato in carcere l’uomo, W.S., un cinese di 43 anni, legale rappresentante della società, con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione. Stesse accuse, tutte documentate e riprese da telecamere nascoste, per la moglie di 41 anni, che avendo una bimba di 3 anni, è stata messa agli arresti domiciliari. La donna era la maitresse della ‘casa’. Una decina le ragazze reclutate e regolarizzate con il permesso di soggiorno. Lei, invece, controllava che versassero fino all’ultimo euro che i clienti pagavano per prestazioni che costavano da 60 a 100 euro, come hanno confessato i clienti. I militari delle Fiamme Gialle hanno trovato nel centro una busta relativa al mese di luglio con dentro 33mila euro in contanti, oltre a documentazione relativa a banche del Titano.
«La questione della prostituzione — ha detto il colonnello Mario Venceslai, alla guida del Comitato provinciale — è stata messa al centro dell’attenzione anche del comitato per l’ordine e la sicurezza. Quella che abbiamo scoperto era una vera e propria casa di prostituzione i cui introiti, almeno per il 50 per cento, venivano occultati al fisco. Le nostre indagini continuano per verficare come queste donne arrivino, ma soprattutto se ci sono in zona professionisti che appoggiano e favoriscono i cinesi e i loro affari illeciti». «La donna — spiega il capitano Giovanni Linardi — aveva già un precedente per immigrazione clandestina nel 2007, ora stiamo cercano i canali attraverso i quali le ragazze vengono reclutate. Naturalmente anche i beni della coppia verranno monitorati per verificare se siano stati acquistati con i proventi della prostituzione. Intanto abbiamo sequestrato il centro che è di una società riminese che per ora è risultata all’oscuro della attività che vi si praticava». (…) Il Resto del Carlino

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