San Marino. Mazzini, Titoli, Garanti: tre vicende che dovrebbero procedere di pari passo. Ecco perché

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print
  • Le proposte di Reggini Auto

  • Interessante la cronaca che arriva dal processo sul cosiddetto “conto Mazzini”. Ce ne sarebbero tante da dire, ma ci limitiamo grazie all’ospitalità di giornalesm a porre qualche domanda a chi di dovere, senza alcuna vis polemica e nella sola ed esclusiva volontà di comprendere. Attraverso quanto pubblicato dai media relativamente alla Commissione d’inchiesta su Banca Cis, si intravedono delle condotte che – diciamo così – potrebbero avere un impatto sull’importante procedimento. Allo stesso tempo il magistrato che ha condotto le indagini preliminari – se non sbagliamo – è in attesa di una sentenza da parte dei Garanti, i quali potrebbero perfino decidere di estrometterlo dalla magistratura sammarinese. Ora, con tutto il rispetto per la politica, crediamo che quanto di importante sia emerso dalla commissione d’inchiesta, debba avere il vaglio dell’autorità giudiziaria, che dovrà dire esattamente se quei fatti siano veri e magari approfondire ed eventualmente fare emergere, dove si ravvisino, reati che andranno perseguiti. E’ normale dunque che il “Mazzini” corra veloce senza attendere l’esito del “caso Titoli” e del procedimento di fronte ai Garanti? Il punto è che crediamo per amore di giustizia e verità, nonché per evitare una nuova condanna di fronte alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che i tre procedimenti in oggetto debbano avere una sorta di “coordinamento”, essendo profondamente legati fra loro. Pare invece che qualcuno corra più veloce dell’altro o – se la si guarda dalla parte opposta – che qualcuno cammini più lento. L’obiettivo è arrivare alla verità, giusto? E’ quello di fare giustizia, no? Senza contare che i procedimenti di cui è titolare il magistrato sospeso sono a propria volta sospesi, quindi è nell’interesse dalla giustizia stessa che la sua posizione venga chiarita quanto prima.

    Sir Wilfrid Robarts