• Screenshot
  • San Marino. Memoria storica e la nostra sovranità … dell’avv. Luigi Lonfernini

    Recentemente ho assistito ad una trasmissione televisiva nella quale erano presenti il Segretario di Stato per gli Affari Esteri, dott. Luca Beccari ed il prof. Fernando Bindi, politico di lungo corso: ha iniziato la sua attività politica ne gli anni sessanta.
    Fernando, mi permetto di citarlo per nome considerando che la nostra amicizia nasce sui banchi di scuola (anni cinquanta), ha posto diverse domande al Segretario; in particolare quelle che hanno destato sorpresa e nello stesso tempo inquietudine è stata la richiesta di poter ipotizzare i tempi entro i quali è possibile definire il rapporto con la Banca d’Italia e con l’Unione Europea.
    Il Segretario di Stato si è limitato, in maniera evasiva e non poteva comportarsi diversamente considerando che i negoziati sono in corso da decenni, a ricordare che con l’Italia sono in corso trattative per definire alcune problematiche di carattere secondario ma non certamente meno importanti (quali ad esempio il problema targhe e quello relativo ai frontalieri), mentre a livello superiore, tempi e modalità di realizzazione e conclusione sono impossibili da definire.
    Purtroppo da troppo tempo si persegue una strada con Banca d’Italia e con l’Unione Europea che difficilmente porterà alla realizzazione degli obiettivi da San Marino individuati e ricercati: troppi Segretari di Stato si sono
    avvicendati e si sono confrontati con i vari problemi senza risultato o con delle affermazioni generiche tipo: vedremo e cercheremo di fare; mi auguro di sbagliare, ma i precedenti non lasciano molto spazio all’ottimismo.
    Torno con una mia opinione: con Banca Italia è necessario avviare un discorso che porti ad inserire il nostro sistema bancario in quello italiano ed attraverso quello in Europa; si tratta di una forma di aggregazione che dia alle nostre Banche la possibilità di operare fuori dai nostri “ristretti“ confini, con la possibilità di intervento e di controllo di Banca d’Italia nel nostro sistema interno.
    Quali vantaggi avremmo potuto avere se, con una aggregazione con Banca d’Italia e questa con un accordo con la Banca Centrale Europea, una piccolissima quota degli interventi a favore delle Banche Europee si fosse potuta indirizzare verso il nostro sistema bancario?
    Si sarebbe potuto ipotizzare che una parte (piccolissima) del recovery found destinata all’Italia venisse indirizzata a San Marino: fantascienza o fantapolitica, può darsi!
    La Banca Centrale, da anni, cerca di perseguire alcuni obiettivi con Banca d’Italia senza alcun risultato; la sua struttura attuale non ha alcun senso: è sovradimensionata.
    Opinione che si fa sempre più strada tra la nostra Gente; opinione condivisa pubblicamente da Repubblica Futura;
    i Partiti di Governo e di opposizione in proposito hanno assunto una posizione ferma: silenzio assoluto.
    Per tutti gli “affari “di natura economica – finanziaria – politica che ci dovrebbero coinvolgere a livello di Unione Europeo, San Marino dovrebbe trovare una “intesa“ con i vari Dicasteri Italiani per poi essere introdotti in Europa senza ipotizzare aggregazioni.
    Si tratta di “rispolverare“ la vecchia convenzione Italo – Sammarinese del 1939 ispirata “a sentimenti di mutua amicizia e buon vicinato“.
    Proposte del genere, sono convinto, possono sollevare il dissenso, se non la rabbia, di tanti sammarinesi: “così strutturato il nostro rapporto con l’esterno comprometterebbe la nostra sovranità“.
    La nostra sovranità per tutti i rapporti economici – finanziari, di relazioni politiche finisce a Dogana: prima eravamo un’enclave nel territorio Italiano, poi siamo diventati enclave dell’Europa e, successivamente, del mondo globalizzato.
    Tra l’altro, è bene ricordare, tutti gli Stati, nel mondo globalizzato, hanno rinunciato a parte della loro sovranità. Il prof. Bindi, nel suo intervento, ha ricordato che gli ultimi veri e consistenti rapporti economici con l’Italia sono stati conclusi nel 1973, Segretario di Stato dott. Gian Carlo Ghironzi – (in precedenza, è bene ricordare, importanti risultati politico – economici erano stati raggiunti con i Segretari di Stato prof. Federico Bigi ed avv. GianLuigi Berti) -: il trattato definito “monofase“ e quello relativo ai prodotti petroliferi.
    Ricordo, ancora una volta, che l’allora ministro delle Finanze, Luigi Preti, contro il parere dei Direttori Generali del Ministero, in quanto San Marino, già in regime IGE, aveva creato numerosi problemi (distrazioni – termine eufemistico, nell’interscambio relativo alla commercializzazione del vino e di prodotti petroliferi), nell’accordare il così detto “differenziale”, riservatamente confidò: “vi è stato dato il giocattolino: cercate di non romperlo “. La politica degli anni novanta e successivi, ha coinciso con alcuni dei più oscuri intrecci della vita politica – economica
    sammarinese; a tutti i livelli è stato permesso a centinaia di pseudo imprenditori di operare, come
    avvoltoi, sul Titano, contribuendo a rompere “il giocattolino “. Una cosa è certa: la politica condotta per oltre vent’anni in maniera “ sbarazzina “ (non mi viene altro termine) ha giovato a tutti: pubblici dipendenti, che hanno visto crescere in maniera esponenziale salari, stipendi oltre gli organici, professionisti di ogni tipo ed ordine, commercianti, imprenditori (questi ultimi, in parte, per fortuna, hanno mantenuto le loro attività in quanto costruite su basi solide), per cui sul Paese è caduto il grande silenzio per poi risvegliarsi con una crisi profonda che, con difficoltà, si tenta di superare.
    Dott. Luigi Lonfernini