• Screenshot
  • San Marino. “Memorie inutili di vita sprecata”, pubblicato il diario di Gino Zani, l’architetto che ha disegnato l’attuale assetto urbanistico di Città … di Angela Venturini

    Che sia stata una vita sprecata, non sembra assolutamente vero. Gino Zani, ingegnere, padre della casa asismica in cemento armato, architetto, urbanista, storico, cittadino sammarinese, ha firmato la ricostruzione di Reggio Calabria dopo il terremoto del 1908 e la ricostruzione di San Marino, così come la vediamo oggi, con le torri, le mura di cinta, i palazzi, i viali, che ne esaltano le sue origini medievali. Ma tutto ciò è solo un’inadeguata sintesi giornalistica della vita multiforme, versatile, appassionata, di un grande sammarinese. Il quale, pur impegnato in politica (fu anche Consigliere) non fu mai uomo di partito, né di apparato, quantunque il suo lavoro di urbanista e di architetto sia stato possibile grazie alla reciproca stima ed amicizia con la famiglia Gozi, durante il Ventennio. 

    Il racconto della sua vita sembra un romanzo, scritto in forma diaristica, con la classe e lo stile del grande letterato. E sono proprio i suoi diari, appena dati alle stampe, ad offrire una migliore comprensione delle sue opere e delle vicende che lo hanno visto protagonista. Subito dopo la sua morte, nel suo studio era stata ritrovata una corposa raccolta di volumi con le sue memorie. I familiari decisero, in un primo momento, di mantenerle riservate perché in quelle pagine c’era narrata la vita di tante persone, non solo quella dell’autore e della sua famiglia. Oggi, a 60 anni da quella data, decaduti i problemi di privacy, i nipoti hanno deciso che la divulgazione degli elementi storici e documentaristici contenuti in quelle memorie, unitamente alla descrizione dei contesti territoriali e temporali entro i quali lui aveva operato, potesse diventare un prezioso contributo di conoscenza di interesse pubblico. 

    Ecco dunque l’origine dei due volumi, che portano il titolo da Zani stesso indicato: “Memorie inutili di vita sprecata”, pubblicato da AIEP Editore e presentato ufficialmente al pubblico nei giorni scorsi, presso l’aula magna dell’Università degli Studi “Lanfranco Ferroni”. Erano presenti: il nipote Gino Zani, la dottoressa Laura Rossi, gli architetti Luca Morganti, e Leo Marino Morganti.

    Dai loro interventi, è emersa la figura di un professionista rigoroso, con l’estro dell’artista, profondamente innamorato del suo Paese, al quale si sentiva perennemente riconoscente perché aveva potuto studiare grazie all’aiuto dello Stato. Nato nel 1882 da una famiglia assai povera, ma dotato di una brillante intelligenza, si laureò a Bologna e subito fu inviato a Reggio Calabria per verificare sul posto i terribili effetti del terremoto del 1908. Ci rimase per molti anni e firmò numerosi palazzi tra più importanti. Ma soprattutto rivoluzionò i sistemi costruttivi, convincendo i tecnici e l’amministrazione locale all’uso del cemento armato per l’edilizia civile. In occasione dell’elaborazione del nuovo piano regolatore di Reggio Calabria, fu sua l’intuizione da cui prenderà forma la sistemazione della Via Marina, quella che sarà poi definita “il più bel chilometro d’Italia”. 

    Tornato a San Marino, mise a disposizione le sue competenze tecniche e la sua passione per la storia per ricostruire le antiche vestigia ormai quasi distrutte e irriconoscibili. A lui si deve l’attuale assetto urbanistico del centro storico e molti altri interventi perché ha messo mano ovunque, anche alla riorganizzazione dell’Archivio. Era infatti uno studioso che amava la ricerca e la documentazione storica prima di progettare. Non avrebbe mai voluto che il suo amato Paese diventasse un bazar. Per fortuna, nonostante i cambiamenti sociali e di costume, è ancora tangibile lo stretto rapporto che lui ha voluto fra storia e architettura. Il quale, tuttora, riesce a fornirci un’interessante leggibilità delle vicende che hanno segnato la Repubblica e il suo sviluppo. 

    C’è tutto questo e molto di più nelle 900 pagine dei diari di Gino Zani, scritte con rara abilità letteraria, che spalancano uno scenario per molti versi inedito sulla San Marino del secolo scorso, nonché sulla vita di tanti personaggi e su vicende storiche raccontate da testimoni diretti. Un patrimoni informativo più che mai utile per capire anche il nostro presente. 

    Angela Venturini