San Marino. Mentre sul Cis tutto tace, intervista a Valentina Monetta: “Rivoglio i miei soldi, mi servono per lavorare”

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Su banca Cis tutto tace nel senso che quasi più nessuno ‘osa’ parlarne. Il silenzio però non fa bene ai correntisti che continuano a domandarsi se sia un Paese normale quello in cui a fronte di una situazione drammatica dove da mesi c’è chi non può più accedere ai propri conti, nessuno dia alle persone le giuste informazioni. Ne abbiamo parlato con un volto molto noto di San Marino, la cantante Valentina Monetta che ha deciso di rompere un silenzio diventato assordante e insostenibile.

Lei ha scritto su facebook di avere il conto in banca Cis.
“Sì, sono una cliente e sto avendo gravissimi problemi. Non dico che il mio caso sia diverso dagli altri però ovviamente io non posso che raccontarle la mia situazione personale. Non ho uno stipendio ogni mese perché sono una libera professionista e i soldi depositati sul conto mi sono indispensabili per continuare a lavorare visto che sono spesso all’estero, in Inghilterra, dove devo anticipare le spese di viaggio appunto per poter lavorare”.

Le è capitato per via del blocco dei pagamenti di perdere delle opportunità lavorative?
“Certo e infatti sto pensando di rivolgermi ad un legale per essere risarcita anche dei danni morali. Il fatto è che in paesi come l’Inghilterra, dove io lavoro, il cash non viene accettato e occorre pagare con le carte di cui invece io non posso purtroppo più disporre. Le numerose volte in cui ho provato a far presente questa cosa mi è stato chiesto: ‘ma lei non ha un altro conto qui a San Marino’? Come se non fosse normale per un cittadino avere un solo conto. Ho provato in questi mesi ad aprirne un altro ma qui a San Marino siamo indietro anni luce rispetto per esempio all’Inghilterra. Se non hai uno stipendio fisso non ti viene aperto nemmeno un conto. Questa al momento è la mia situazione. Mi chiedo dove stia allora il valore”.

Qual è la cosa che le sta dando più fastidio?
“E’ il fatto che nessuno ci stia fornendo informazioni, non ho mai ricevuto alcuna comunicazione, due righe almeno per chiedere scusa. In Inghilterra ho ricevuto lettere di scuse per piccolezze di nessuna importanza come il fatto che mi fosse stato accreditato il compenso con un giorno di ritardo. Qui per avere informazioni che poi puntualmente non ottengo, devo presentarmi agli sportelli della banca. Gli impiegati ovviamente non hanno colpe e fanno il loro lavoro ma io credo siano stati anche ben ‘addestrati’ a dire determinate cose in modo da intenerire chi si presenta in filiale. Per esempio a me tutti dicono sempre la solita cosa: “anche noi abbiamo una famiglia e dobbiamo venire a lavorare senza sapere quando ci pagheranno’. Io non credo vadano a lavorare senza essere pagati. In ogni caso mi piace parlare di me e non degli altri, la banca mi ha messo in croce, ha preso i miei soldi e non mi ha dato uno straccio di spiegazione, non ha chiesto nemmeno scusa. Non ci voleva molto a fare una comunicazione e poi con il copia e incolla spedirla a tutti i correntisti. Non so che cosa si aspetti a trovare una soluzione, forse che anche a San Marino ci siano i senzatetto”?

Il fatto di essere così conosciuta anche a San Marino non le è di nessun aiuto?
“Qui da noi si è bravi a sfruttare il talento, poi quando hai bisogno tu non c’è nessuno disposto a darti una mano. Io sono l’ultima della classe, è stato sempre così sin da quando ho scelto di cominciare a cantare. Ma con le mie forze me la sono sempre cavata, ho deciso di andare all’estero e lì ho lavorato. Che a quest’età mi si chieda di rinunciare alla mia indipendenza e magari domandare aiuto ai miei genitori è davvero inaccettabile. Io non pretendo di essere trattata diversamente dagli altri, solo che venga riconosciuto il mio diritto di rientrare in possesso dei miei soldi. Ho cercato anche di parlare con il commissario Bonfatti ma ho capito che sarebbe più facile incontrare la Regina Elisabetta”.

Olga Mattioli su Repubblica Sm

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