San Marino. “Modernizzare le Istituzioni” di Dario Manzaroli

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Forse sembrerò noioso e ripetitivo: abbiate pazienza… l’età è quella che è. Vorrei tornare un attimo ai Referendum. Un risultato netto di 61% di si è difficile da equivocare. Una minoranza-maggioranza che governa solo grazie ad una legge che il popolo sovrano ha cassato, dovrebbe trarne da subito le conseguenze per il bene del Paese che pro tempore governa ma anche per il suo bene perché qui va a finire male, ma male molto se non si cambia rotta. Un No richiesto da tre autorevoli (si fa per dire ) Segretari di Stato e sconfitto, ancor di più dovrebbe determinare le immediate dimissioni del Governo.
Anche perché qui non si tratta più di aggiustamenti qua o la, più qua che la per non smentire i propri clienti. Qui si tratta proprio di cambiare paradigma : valorizzare il lavoro e la competenza, dotarsi di una Pubblica Amministrazione funzionale all’Economia del Paese ma con numeri adeguati ad un microstato di trentamila abitanti, reinventarsi una presenza ed un ruolo nel mondo di oggi, nell’Europa di oggi, nell’Italia di oggi ed essere coerenti con le proprie scelte per essere credibili e rispettati.
Chi lo deve fare? Tutti i cittadini ovvio, guidati da una classe dirigente all’altezza della situazione. Signore pietà! Perché qui casca l’asino. L’andazzo quarantennale clientelar-mafioso-assistenzial-corruttorio ha creato la sottocultura che sgoverna e lucra e ha ridotto il Paese così. Non è un problema solo di oggi, è un degrado lento e inesorabile che viene da lontano e che ha pensato che si poteva fare a meno di Leader e Statisti che pure ci sono stati ed erano in grado di controllare anche figure minore che ovviamente ci sono sempre state e per carità nessuno vuole demonizzare. L’altra sera ho seguito per tre o quattro ore la Diretta Referendum di TeleSanMarino. Ho visto le presunte nostre guide, quelli che decidono per tutti, quelli che dovrebbero essere con la vista più acuta e la migliore potenzialità. Uno spettacolo che definire deprimente è troppo gentile. Se ne sono salvati forse due o tre, ma proprio sul filo della sufficienza. gli altri dediti a chiacchere da bar senza costrutto, senza senso e spesso senza italiano. E allora bisogna riflettere se ci si vuole salvare. Le domande che vogliono una risposta sono semplici.
Quanti politici decenti può selezionare una popolazione di trentamila abitanti? Il Governo può essere formato da personaggi completamente incompetenti dei dossier che devono affrontare? Come si può conciliare la possibilità dell’elettore di scegliere chi lo rappresenta e chi Governa e con quale programma con il rischio di trovarsi nei posti chiavi personaggi che quelli –ora ed in passato – visti all’opera? La nuova legge elettorale che il Referendum ha varato, come già detto – è una pezza non una vera soluzione – forse anche per questo, pur raccogliendo il consenso di un’ampia maggioranza, non ha raccolto tutto il dissenso antigovernativo che nel Paese è altissimo.
Bisogna riflettere per il Paese e non per il proprio successo elettorale. Recuperare e modernizzare le nostre Istituzioni in chiave moderna. E allora: nominiamola la Reggenza con un mandato di almeno 4 anni rinnovabile una sola volta. Conferiamo alla Reggenza il potere di nominare un Congresso di Stato composto da 4-5 Segretari da scegliere fra persone competenti negli affari dei Dicasteri affidati sotto la responsabilità politica della Reggenza eletta con sistema maggioritario e con un Consiglio Grande e Generale con poteri di controllo e bilanciamento adeguati. E se non se ne trovano 60, capaci, competenti ed all’altezza di un ruolo delicato e vitale in una piccola Repubblica che ha pochi poteri intermedi, allora portiamoli a 40 e dividiamo il territorio in 40 collegi, Ognuno dei quali elegge a maggioranza secca o con ballottaggio il proprio Consigliere.
Ne migliorerebbe la qualità della democrazia ed il cittadino tornerebbe ad essere protagonista. Questo caos e l’immobilismo che determina ci sta uccidendo. Cambiare paradigma per ripartire.
Dario Manzaroli su Repubblica Sm

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