San Marino. Movimento RETE sul turismo

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Il turismo da decenni connota l’andamento dell’economia sammarinese e ne vanno gestite e valorizzate le potenzialità. Ma San Marino ha fatto come quell’agricoltore che, avendo un albero molto redditizio, ha raccolto per anni a piene mani senza preoccuparsi di curarlo, potarlo, innestarlo, concimarlo. Pian piano l’albero si è avvizzito.

Il turismo risente di anni di trascuratezza, scelte sbagliate, gestioni clientelari. I flussi si sono più che dimezzati, gli operatori sono esasperati, i negozi chiudono. Tutto ciò mentre le risorse pubbliche riservate al settore sono sempre state ingenti. Quanti soldi spesi male!

Non c’è un piano di sviluppo, non c’è nessuna credibilità nei confronti dell’apparato pubblico che quindi ha perso il suo ruolo di punto di riferimento. La sovrapposizione dei ruoli, gli impegni mai rispettati, la mancanza di risultati sui progetti, la proliferazione di consulenti, hanno creato una nebulosa di inefficienza, confusione, improduttività. L’improvvisazione e l’approssimazione con cui si predispongono le condizioni di base dell’offerta turistica impediscono una chiara visione tra la domanda dei consumatori turistici e il fabbisogno dei produttori.

Così il turismo non cresce nonostante le immense possibilità date da un settore che ha decine di segmenti da esplorare e mettere a frutto; nonostante l’immensità di materiali e di relazioni di cui tuttora dispone.

Il nostro Movimento sa perfettamente che senza un cambio radicale del modo di agire degli uffici pubblici, senza un rapporto diretto e franco con gli operatori, per il settore turistico non ci può essere futuro.

L’ufficio di Stato per il turismo deve essere “operativo sempre!”. Tutto l’apparato pubblico deve recuperare fiducia e credibilità. Non c’è bisogno di inventarsi chissà che: basterebbe dare spazio alle idee e alle proposte che già ci sono; individuare ruoli e responsabilità per ottimizzare le professionalità in campo. In una frase: cambiare l’assetto Istituzionale esistente.

La parola turismo è legata a cultura, tradizione, folklore, patrimonio artistico, gastronomia locale e lavorazione artigianale. Pertanto, RETE sa che ogni progetto deve essere valutato in termini di compatibilità urbanistica e ambientale, ma dall’altro lato deve vedere impegnata l’imprenditoria locale su progetti credibili e criteri di redditività. Metodo e pianificazione che devono essere orientati anche verso i nuovi criteri di sostenibilità, perché il nostro centro storico e un soggetto vivo ma fragile, che non può essere depauperato ma deve essere tutelato da uno sfruttamento incongruo.

Parleremo di tutte le problematiche legate al turismo nel sesto appuntamento “Dall’Aula alla piazza” mercoledì 30 ottobre, ore 21:00, sala ex International di Borgo Maggiore.

I cittadini sono invitati anche con il contributo delle proprie idee.

Movimento RETE

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