San Marino. NADIA LOMBARDI, Direttore Dip.Economia, braccio destro di MARCO ARZILLI ”beccata” mentre si confidava con un indagato. Caso SMI-AMPHORA. Per la Procura di Roma lei è una ”INFORMATRICE”

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nadia lombardi«Sono io la funzionaria del ministero intercettata, ma non ho fatto la spia a nessuno». Dopo la pubblicazione, sul Corriere Romagna, del passaggio col quale la Procura di Roma, nell’ambito dell’inchiesta Amphora – Smi, disponeva l’intercettazione del suo numero perché ritenuta un’«informatrice » di uno dei sette indagati, e dopo le interpellanze presentate da Intesa per il Paese sul caso, rompe il silenzio Nadia Lombardi, collaboratrice della segreteria di Stato all’Industria: proprio al suo segretario Marco Arzilli, la donna avrebbe fatto riferimento in qualche messaggio scambiato con l’indagato.

Ma rassicura, sorridente: «Parlavo a un amico, tutto qui. E solo di lavoro o di questioni personali. Se ho fatto il nome di Marco, è stato per alcune pratiche che il mio conoscente aveva pendenti in segreteria».Dunque non si placa l’eco della vicenda Smi: mentre a San Marino ripartirà lunedì mattina il processo a carico del conte conte Enrico Maria Pasquini  e di Eugenio Buonfrate per accuse che vanno dall’esercizio abusivo dell’attività finanziaria all’amministrazione infedele, in Italia i sette indagati (tra cui anche i due imputati sammarinesi) hanno da pochi mesi ricevuto la notifica di chiusura indagine. Ma, nel frattempo, sul Titano, è esploso lo scandalo intercettazioni quando, scandagliando tra quelle disposte dalla Procura di Roma, ci si è accorti che erano stati messi sotto controllo anche numeri fissi sammarinesi, senza che l’antica Repubblica ne fosse informata. Oltre ai fissi, anche i cellulari: tra questi, proprio quello di Nadia Lombardi, oggi direttore del dipartimento economia, ascoltata a cavallo tra settembre e ottobre del 2009 perché ritenuta un’interlocutrice di riferimento per uno dei sette indagati. La Procura voleva far luce anche sul nome citato dalla donna negli sms scambiati con l’amico, quel “Marco” che gli inquirenti hanno identificato in Marco Arzilli. ”Sapevo di essere presente in quelle intercettazioni –esce allo scoperto senza timidezza la 41enne -, mi hanno informata circa tre settimane fa, ma sono stata serena da subito. E ho subito avvertito il segretario di Stato. Ricordo gli Sms e le conversazioni con quel mio amico, ma a memoria non mi pare abbiamo mai parlato dell’indagine Smi. In ogni caso, non avrei potuto essere una sua informatrice, perché qui in segreteria non ci occupiamo dei controlli alle finanziarie”.

Anzi, dice lei, alle finanziarie non dovrebbe stare tanto simpatica, ”visto che nel 2010 fui io a redigere il testo della legge sulla trasparenza degli assetti societari.” Per questo, alla Lombardi non va giù di essere di etichettata dagli inquirenti come un’informatrice. ”Ora mi diano le intercettazioni, ma tutte. Altrimenti adirò le vie legali per ottenerle.”

Erano due le questioni di cui si ricorda di aver parlato con l’amico indagato. ”Cerano in segreteria delle pratiche che riguardavano un uso famigliare: ricordo parlammo di questo e forse a riguardo ho citato Marco Arzilli; poi ricordo bene che quel mio conoscente mi espresse la preoccupazione circa la mancanza di accordi internazionali per la nascita di una vera piazza finanziaria. Mi disse che sperava che Banca Centrale si muovesse celermente in quel senso e ricordo di aver consigliato di parlarne proprio con Marco. Ma non credo che questo significhi essere una informatrice di un indagato.

Fonte: Corriere Romagna

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