Ieri sera il Consiglio Grande e Generale della Repubblica di San Marino ha discusso in prima lettura il progetto di legge “Modifiche alla Legge 14 settembre 2022 n.129 e introduzione di nuove misure a sostegno della famiglia, della maternita’ e della natalita’”, presentato dal Segretario di Stato per la Giustizia, la Previdenza e la Famiglia Stefano Canti. Un provvedimento in 28 articoli che risponde a un dato allarmante: le nascite nel Titano sono passate da 296 nel 2004 a 144 nel 2024, con un tasso di fecondita’ di appena 0,824, lontanissimo dal 2,1 necessario al ricambio generazionale.
Le misure principali
Tra gli interventi piu’ rilevanti, il congedo di paternita’ viene raddoppiato a 20 giorni retribuiti al 100%. Il congedo parentale introduce minimi economici garantiti: 1.500 euro al mese nei primi tre mesi dopo la maternita’ (80% della retribuzione), 1.000 euro fino a un anno (40%) e 500 euro fino a 18 mesi (20%). Viene inoltre introdotto un bonus bebe’ di 1.000 euro per ogni nato o adottato, con adeguamento automatico all’inflazione degli assegni familiari.
Novita’ significativa e’ il riconoscimento della figura del caregiver familiare, con sostegno economico e contributi previdenziali figurativi per chi assiste un familiare non autosufficiente. Esteso anche il diritto al part-time fino ai quattro anni del figlio e la possibilita’ di lavoro agile per genitori e caregiver. Per le donne non occupate viene introdotta un’indennita’ per gravidanza e puerperio fino a 150 giorni, mentre i nuclei monogenitoriali ottengono l’esenzione dalle rette per asili nido e refezione scolastica.
Il dibattito in aula
Il provvedimento ha raccolto giudizi trasversali, tra apprezzamenti parziali e critiche strutturali. Sandra Stacchini (PDCS) lo ha definito “una scelta chiara, coraggiosa e profondamente identitaria”. Piu’ cauta Maria Donatella Merlini (PSD), che ha riconosciuto il valore del testo ma ha invitato a valutare miglioramenti in Commissione.
Le opposizioni hanno sollevato riserve sostanziali. Miriam Farinelli (RF) ha parlato di “piccoli interventi spot” dopo anni di inerzia, ricordando che “negli ultimi dieci anni abbiamo perso il 60% dei nati”. Giovanni Zonzini (Rete) ha attaccato l’impianto complessivo, definendolo “propagandistico”: “Fintanto che non si affrontano i problemi radicali – ha dichiarato – voi potete fare tutti i bonus bebe’ che volete, ma non farete nascere mezzo bambino in piu'”. Carlotta Andruccioli (D-ML) ha riconosciuto alcuni elementi positivi, come il bonus bebe’ e l’estensione del congedo di paternita’, ma ha avvertito che “non bastano misure economiche isolate”.
Critiche condivise anche sul fronte dei lavoratori autonomi e liberi professionisti, ritenuti ancora penalizzati. Gaetano Troina (D-ML) ha denunciato che “non hanno diritto a niente, nonostante paghino tasse e contributi come tutti”.
A chiudere il dibattito e’ stato Manuel Ciavatta (PDCS), che ha difeso il percorso compiuto dagli ultimi due governi: “La vita e’ il bene piu’ prezioso per il nostro Paese”, ha affermato, rivendicando gli sforzi fatti per rimettere in ordine i conti pubblici e poter investire nel welfare familiare.
I lavori sono ripresi questa mattina alle 9.00. Il testo passera’ ora all’esame della Commissione competente per la seconda lettura.












