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  • San Marino. Non c’è pace in Tribunale. “No a guerra tra bande”

    Il Consiglio avrebbe dovuto autorizzare l’avvio delle procedure di reclutamento per un nuovo commissario della legge ma il consigliere Morganti nel suo intervento si lascia già scappare il nome dell’avvocato Massimiliano Simoncini. Mussoni (Pdcs): “Chiedo alle loro eccellenze di accertare la legalità”

    Quella di ieri è stata una seduta consiliare dai toni molto accesi resa ancor più tesa da uno dei primissimi interventi, quello del capogruppo di Ssd Giuseppe Morganti al quale è sfuggito il nome del nuovo commissario della legge che entrerà a far parte del nostro Tribunale, Massimiliano Simoncini, quando il comma all’ordine del giorno contemplava soltanto l’avvio della procedura di reclutamento. I consiglieri di opposizione che hanno preso la parola lo hanno fatto così manifestando tutto il proprio sconcerto. “Senza voler puntare il dito contro nessuno – ha detto il consigliere del Pdcs Francesco Mussoni – chiedo alle loro eccellenze di accertare la legalità”.

    Poi intervenendo sul comma dedicato all’autorizzazione all’avvio della procedura per la nomina di un nuovo commissario “qui oggi c’è un grande assente ed è la relazione sullo stato della giustizia che non viene portata in consiglio da tre anni, come si fa a giudicare l’efficienza dei lavori ed esprimersi sulla necessità di un nuovo commissario senza avere alcun elemento? Qui dentro noi non dobbiamo fare la guerra per bande ma valutare in maniera serena e oggettiva”. Infine sulla parte del comma più delicata, quello riguardante la trasmissibilità degli atti della commissione giustizia all’avvocatura dello Stato “c’è chi ha tentato di portare in aula ragionamenti da scuola elementare facendo passare il concetto che non c’è alcun segreto istruttorio. Se così fosse per assurdo dovremmo pretendere di poter accedere ad esempio a tutti i verbali di Bcsm visto che i suoi membri vengono nominati qui”.

    La questione è tutta legata al fatto che l’avvocatura dello Stato avrebbe chiesto di accedere ai verbali della commissione giustizia per difendere il consiglio giudiziario plenario contro il ricorso presentato dall’ex magistrato dirigente Valeria Pierfelici per essere stata rimossa dal suo incarico. A dire della maggioranza l’avvocatura dello stato avrebbe bisogno di quei verbali per difendere il consiglio giudiziario plenario (composto da togati e politici) che con un odg ne stabilì la revoca ma per le forze di opposizione non occorrerebbe entrare nel merito perché trattandosi di un ricorso amministrativo ci si dovrà esprimere solo sulla legittimità di ciò che è avvenuto.

    Chi ha cercato, tra gli altri, di portare in luce le ‘reali’ motivazioni che starebbero alla base della insistente richiesta dei consiglieri di maggioranza di accedere ai verbali della commissione giustizia è stato il consigliere del Psd Iro Belluzzi: “E’ evidente che non c’erano i presupposti per una revoca che la legge non contempla. Il fatto che vogliate i verbali ne è la conferma, state cercando di motivare ex post la revoca dell’ex magistrato dirigente così come si è cercato di fare con Asset Banca”.

    Dello stesso avviso il consigliere di Rete Elena Tonnini che ha detto: “Confermo che con la revoca dell’ex magistrato dirigente è avvenuto un colpo di stato, il suo allontanamento non è previsto da alcuna norma. Inoltre c’è stato un feroce attacco al nostro Tribunale da parte dell’ex segretario di stato alle finanze che si è scagliato contro un magistrato che sta ancora indagando. E oggi si vuole sabotare il lavoro dei commissari della legge cercando di rendere pubblici i verbali di una commissione che per loro natura devono essere coperti dalla riservatezza e ciò non per far venir meno la trasparenza ma per la tutela del lavoro che viene svolto al suo interno. Ci sono delle sentenze in cui viene specificato come la riservatezza di questi verbali possa essere violata solo qualora risultino indispensabili all’interno di procedimenti penali e non amministrativi come nel caso specifico”.

    Infine la provocazione del capogruppo di Rete Zeppa: “Ci sono commissioni a statuto speciale le cui sedute avvengono in maniera segreta, io se voi andate avanti su questa strada mi sento legittimato da ora in poi ad andare a raccontare alla stampa qualsiasi cosa non vada all’interno della commissione esteri di cui faccio parte e le cui sedute avvengono in maniera segreta”.

    RepubblicaSM