San Marino. Obbligazioni subordinate Asset: gente rivuole i propri soldi

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Dal caso Asset in poi San Marino ha perduto non solo fiducia ma anche liquidità: si parla di circa un miliardo. Le scelte sul sistema bancario di questo governo si sono rivelate infatti tutte sbagliate. Il caso Asset Banca in questo senso è emblematico e sono state le due sentenze del giudice Pasini a mettere in luce gli scenari inquietanti che stavano dietro al suo commissariamento prima e alla liquidazione coatta amministrativa poi, provvedimenti dichiarati dal Tribunale entrambi illegittimi. La vicenda Asset, ora è chiaro ai più, è stata un atto di vandalismo nel giardino globale del sistema finanziario. C’era infatti un piano predeterminato volto alla distruzione scientifica dell’istituto portato avanti – come ha evidenziato l’ordinanza del giudice Morsiani – da una regia esterna ed interna al Paese. E’ dunque urgente provvedere a raddrizzare i torti e individuare tutti coloro che hanno avuto la propria parte di responsabilità. E’ singolare che la richiesta delle opposizioni di revocare le manleve per poter perseguire coloro che hanno portato avanti un’operazione rivelatasi deleteria per il Paese sia stata bocciata dalla maggioranza che invece certi altri presunti responsabili pare ricercarli con tanto di lanternino. Nel disastro generale va da sé che le conseguenze dirette le stanno pagando gli ex correntisti che ad oggi non hanno ancora riavuto indietro i propri soldi. Parliamo dei titolari di obbligazioni subordinate e del fatto che un decreto emanato all’indomani della chiusura dell’istituto prevedeva il rimborso integrale dei titoli (per un ammontare complessivo di circa 17 milioni) rimandando ad un progetto di legge la definizione delle modalità. Ad oggi quel progetto non è ancora stato approvato e ieri sera è stato oggetto di dibattito all’interno della Commissione Finanze. Il timore è che alle parole non seguano i fatti ma solo altre parole e che il diritto sacrosanto dei risparmiatori di riavere indietro i propri soldi venga ancora una volta calpestato. Ciò a dispetto del fatto che l’istituto nel quale avevano riposto la propria fiducia era in salute e aveva parametri solidi che se non fosse stato per l’intervento di Bcsm, avrebbero garantito il rimborso dei titoli molti dei quali ad oggi già scaduti. Quel che si è abbattuto su Asset e sugli ex correntisti è stato portato in luce più volte ma è mancata del tutto la volontà di dare risposte chiare e trasparenti. Si è preferito piuttosto continuare a ripetere come un mantra che dall’operazione Asset, fatta confluire in Carisp, nessuno ha perso un euro. Dichiarazioni che non sono per niente piaciute al rappresentante di alcuni ex correntisti Bruno Macina che ieri sera aveva ad esempio esortato la cittadinanza a partecipare al dibattito a porte aperte della commissione finanze. “E’ cruciale che chi sta dentro al Palazzo – ha detto Macina – cominci a sentire il fiato sul collo della cittadinanza prendendo una volta e per tutte coscienza che non è più possibile agire indisturbati. Gli assenti, dice un saggio, hanno sempre torto. E alla fine si ritrovano con un pugno di mosche”.

Repubblica Sm

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