San Marino. Odio online, Gdc: “Quando l’informazione rinuncia alla verità e al dialogo”

Come GDC sentiamo il dovere di intervenire su una questione che riguarda direttamente la nostra generazione e quelle che verranno: il clima di scontro permanente che sempre più caratterizza il dibattito pubblico, sui social network come nell’informazione. Negli scorsi giorni alcuni insegnanti della Scuola Media sammarinese hanno scritto una lettera lucida e coraggiosa, che condividiamo e rilanciamo. Le loro parole raccontano una realtà che noi giovani viviamo ogni giorno: ciò che nasce online non resta confinato dietro uno schermo, ma entra nelle scuole, nelle relazioni, nella quotidianità. Entra nelle vite dei ragazzi e delle ragazze. Da tempo si investe, giustamente, in progetti contro il bullismo e il cyberbullismo. Ma accanto a questo esiste una contraddizione che non possiamo più ignorare. Mentre ai giovani si insegna il valore del rispetto, dell’ascolto e del confronto, lo spazio pubblico digitale e mediatico è sempre più dominato da una comunicazione fondata sullo scontro: o bianco o nero, o con me o contro di me. La ricerca della verità e del dialogo lascia spesso spazio alla semplificazione, alla provocazione, all’aggressività. Il problema non è solo morale, è profondamente educativo e politico. I giovani osservano ciò che li circonda. Vedono notizie costruite per dividere, commenti che alimentano l’odio, dibattiti che rinunciano alla complessità. Crescono così con un dubbio sempre più diffuso: anche quando leggiamo una notizia, possiamo davvero fidarci? Possiamo capire cosa è vero e cosa no? Questa confusione non è neutra. Genera sfiducia, disorientamento, paura di esporsi. E crea un terreno fertile per linguaggi violenti e polarizzati, che poi si riflettono anche tra i più giovani. Se tutto diventa scontro, se tutto è ridotto a tifoseria, il rispetto e la responsabilità perdono valore. Per questo riteniamo grave l’assenza di prese di posizione chiare e pubbliche da parte delle istituzioni di fronte a dinamiche di odio e comunicazione tossica che attraversano i social e il dibattito pubblico. Il silenzio non è neutralità. Il silenzio legittima. E in una Repubblica piccola come San Marino, dove tutti si conoscono e le parole pesano di più, questo è ancora più grave. La tutela dei giovani non passa solo dalla prevenzione del bullismo, ma anche dalla qualità dell’informazione e del confronto pubblico che offriamo loro ogni giorno. Serve una comunità educante coerente, che includa scuola, politica, istituzioni, media e spazio digitale. Serve il coraggio di rimettere al centro il dialogo, la complessità e la responsabilità delle parole. Educare al rispetto significa prima di tutto praticarlo. Come giovani chiediamo coerenza, senso di responsabilità e un impegno concreto per un’informazione e una comunicazione che non alimentino lo scontro, ma aiutino a comprendere la realtà. Perché il futuro di San Marino passa anche – e soprattutto – dalle parole che scegliamo oggi.

Comunicato stampa – GDC