In qualità di insegnanti della Scuola Media sammarinese, ma soprattutto come adulti che ogni giorno lavorano a stretto contatto con ragazze e ragazzi, accompagnandoli nel loro percorso di crescita educativa, civile e umana sentiamo la necessità di scrivere questa riflessione.
Con crescente preoccupazione osserviamo il clima di odio che si respira quotidianamente sui social network, in particolare all’interno dei gruppi sammarinesi. Un clima che entra inevitabilmente nelle scuole, nelle aule e nelle relazioni educative, perché i nostri studenti vivono immersi in questa realtà e ne sono profondamente influenzati.
Negli ultimi anni le istituzioni hanno promosso e sostenuto corsi e iniziative contro il bullismo e il cyberbullismo, rivolti in modo particolare al mondo scolastico. Si tratta di progetti importanti e necessari, che come docenti condividiamo e sosteniamo con convinzione. Tuttavia, non possiamo ignorare il profondo scollamento tra i messaggi educativi proposti a scuola e ciò che i ragazzi osservano quotidianamente nello spazio pubblico digitale.
Sui social, sotto post di cronaca, politica o semplice attualità, si leggono ogni giorno commenti carichi di odio, violenza verbale, sessismo e razzismo. Commenti che non provengono prevalentemente da adolescenti, ma da adulti: genitori, cittadini, membri attivi della nostra comunità. Questa è la contraddizione più grave e, per chi educa, anche la più difficile da gestire.
Come possiamo credibilmente insegnare ai nostri studenti il rispetto, l’empatia e l’uso responsabile delle parole, quando gli adulti di riferimento sono spesso i primi a diffondere odio e disprezzo pubblicamente, senza che ciò comporti conseguenze o prese di distanza chiare?
Alla luce di recenti episodi emersi sui social, riteniamo particolarmente grave l’assenza di una presa di posizione netta, pubblica e inequivocabile da parte delle istituzioni nei confronti di questi comportamenti. Il silenzio istituzionale non è neutralità: è una forma di tolleranza che rischia di legittimare linguaggi e atteggiamenti incompatibili con i valori educativi che la scuola è chiamata a trasmettere.
Il problema non è soltanto etico, ma profondamente educativo. I giovani osservano, imitano, interiorizzano. Vedono che l’odio online viene normalizzato, che la violenza verbale non viene contrastata, che razzismo e sessismo vengono ridotti a semplici “opinioni”. In questo contesto, ogni percorso educativo contro il bullismo rischia di perdere efficacia e credibilità.
La prevenzione del bullismo e del cyberbullismo non può essere delegata esclusivamente alla scuola. Deve coinvolgere l’intera comunità educante e l’intero spazio pubblico, compreso quello digitale. È necessaria una condanna chiara dei linguaggi d’odio, una assunzione di responsabilità collettiva e una coerenza reale tra ciò che si insegna nelle aule e ciò che viene tollerato nella società.
San Marino è una realtà piccola, in cui le persone si conoscono e le parole hanno un peso ancora maggiore. Proprio per questo dovrebbe rappresentare un esempio di civiltà, rispetto e responsabilità, non un contesto in cui l’odio viene lasciato circolare liberamente dietro uno schermo.
Educare al rispetto significa prima di tutto praticarlo. Senza questo principio fondamentale, ogni iniziativa educativa rischia di restare una dichiarazione di intenti, distante dalla realtà quotidiana dei nostri studenti.
Con senso di responsabilità educativa e profonda preoccupazione,
gli insegnanti della Scuola Media di San Marino:
Rastelli Michele, Bernardi Sabrina, Naso Chiara, Cenci Silva, Righi Beatrice, Casali Veronica, Letizia Benedettini, Righetti Claudia, Massari Claudia, Bollini Martina, Fabbri Matteo, Stefanelli Sabrina, Ciacci Raffaella, Casadei Gilda, Terenzi Enrico, Giovagnoli Pier Paolo, Tomassini Martina, Pasquale Luca, Fagioli Matteo, Marcucci Barbara, Magalotti Marco, Sarti Silvia, Berardi Martina, Corbelli Chiara, Castelli Elisa, Tabarrini Roberta, Mazza Claudia, Savioli Monica, Bollini Marco, Moretti Chiara, Rossini Sara, Docci Maura, Crescentini Silvia, Pacini Vincenza, Pozzi Michela, Capicchioni Chantal, Bagnolini Graziella, Serra Ciotti Carlotta, Ugolini Maddalena, Ghiotti Michele, Bizzocchi Lorenzo, De Filippo Federica, Pace Rossella, Cenni Valentina, Sarti Monica, Bollini Cristiana, Vannucci Arianna, Guerra Fiorella, Severini Valentina, Pagliarani Laura, Cervellini Iris, Francioni Monica, Canghiari Emanuela.











