San Marino Oggi: Cercasi Presidente…

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  • Se una trattativa si appresta a vedere delineati con chiarezza buona parte degli scenari futuri ce n’è un’altra, che ancora vede diverse situazioni ai blocchi di partenza. La vendota delle quote di Delta detenute dalla Carisp rappresentano uno dei traguardi che l’istituto e soprattutto la Fondazione che lo controlla al 100%, si sono dati per ripartire. Soluzione vistadi buon grado forse proprio da tutti, Procura di Forlì in testa, ma soprattutto Banca d’Italia e ora anche dalle autorità monetarie e finanziarie di San Marino.

    La partita che si aprirà quindi ufficialmente, chiusa questa fase, non riguarderà più solo la Cassa di Risparmio di San Marino ma la Fondazione stessa. Da mesi infatti, si discute nel sottobosco della politica, più o meno ufficialmente, più o meno direttamente, sulla figura del nuovo presidente della Fondazione. Una decisione che non è solo della Fondazione ma che, per legge, spetta anche al Consiglio Grande e Generale che a quel nome deve dare il proprio gradimento. E così la partita di tale nomina ha già cominciato a giocarsi.

    Inoltre, l’attuale presidente, Galassi, è in regime di prorogatio e vi resterà presumibilmente fino a quando la maggior parte della vicenda che vede coinvolta la Cassa non sarà chiusa. C’è tempo quindi per la politica – quella della maggioranza ovviamente – per allestire la partita e cominciare a dettare qualche regola. Un nome a tal proposito circola da tempo, quello di Tito Masi (Ap). E che punti a questo ruolo non sembra ne sia mai stato fatto mistero. Nell’ultimo Consiglio, addirittura, tra i banchi della Dc sarebbe cominciato anche un giro di consultazioni per verificarne il gradimento da parte delle fila della maggioranza e non solo.

    Ma sempre dalle stesse fila, e sempre durante l’ultimo Consiglio, avrebbe cominciato a circolare in tutta risposta un altro nome, quello di Pier Marino Menicucci (Eps). A pesare contro Masi, infatti, la presenza nel CdA della Carisp del cognato. A pesare a favore di Menicucci invece, il fatto di riacquistare, da parte della Dc, un seggio in più tra i sessanta. Il ruolo di presidente della Fondazione infatti, comporterebbe le dimissioni da consigliere. Posto che sarebbe ricoperto quindi da Anna Maria Muccioli che non prese bene l’esclusione dal Consiglio quando il Pdcs rinunciò al quarto segretario di Stato… Ma la partita, come dicevamo, è ancora tutta aperta.