Mobbing, trasparenza e contrattazione collettiva.
Sono i tre ambiti che toccano altrettanti progetti di legge sul lavoro messi a punto dall’Unione per le Repubblica e avviati all’iter consiliare. Si parte dunque con la violenza psicologica in ambito lavorativo, con la possibilità per il lavoratore che la subisce di potere “ricorrere al commissario della legge in funzione di giudice del lavoro, o al giudice amministrativo, quando ne ricorra la competenza”, che entro venti giorni può intervenire, fino all’interdizione dall’esercizio professionale.
Il secondo progetto di legge, sul mercato del lavoro, presta “particolare attenzione ai soggetti maggiormente svantaggiati, soprattutto quando abbiano subito una significativa riduzione delle proprie capacità lavorative”.
Il terzo progetto di legge, infine, “Norme in materia di rappresentatività sindacale ed efficacia della contrattazione collettiva”, punta invece a innovare il modello di relazioni industriali, conservando però “il riconoscimento giuridico” dei sindacati e “l’efficacia erga omnes della contrattazione collettiva”. Dunque, da un lato “tutte le organizzazioni sindacali che si sono consolidate con il sostegno e il consenso di lavoratori e datori di lavoro continueranno a svolgere la loro attività di rappresentanza e di tutela”(…)
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