”Smorzate le polemiche con Ap, Dc soddisfatta per l’esito della Festa “Il Paese è con la Dc e ci chiede sicurezza e di andare avanti”.
A due giorni dalla chiusura della Festa dell’Amicizia, il Pdcs tira le somme e si dice soddisfatto, cerca inoltre di smorzare le polemiche con Ap e guarda al futuro chiedendo subito al governo alcuni risultati in politica estera.
Con uno schieramento multiplo di forze (presenti il segretario Marco Gatti, il presidente Teodoro Lonfernini, il Capogruppo Luigi Mazza, il responsabile del comitato organizzativo Giovanni Francesco Ugolini, il segretario della sezione di Serravalle Angelo Moroncelli, il presidente dei giovani Dc Fabio Righi, il direttore del giornale del Pdcs Alessandro Scarano e per l’8° Live Festival Marco Galassi) da via delle Scalette affermano che per quattro giorni “il Paese, a 360°, ha guardato alla Dc, perché sono stati espressi contenuti forti, in cui la linea politica – ha illustrato Marco Gatti – non è stata messa in discussione, ma anzi ne è uscita rafforzata. Per questo ora ci spenderemo – ha aggiunto presentando subito il conto agli alleati – in maniera più forte e presente perché i nostri cittadini hanno bisogno di risposte”. Riconfermata poi la linea del Patto, che infatti non è mai stata messa in discussione.
E se il nodo politico, ma anche del Paese stesso, è la politica estera di San Marino, o meglio il rapporto con l’Italia, per il capogruppo Mazza e il presidente Lonfernini, una prima risposta l’ha data la visita lunedì del ministro Paolo Romani. “Va evidenziato – ha rilevato il capogruppo del Pdcs – che si è parlato di rapporti economici diretti, come ad esempio con il parco Tecnologico. Inoltre, c’è il riconoscimento che quanto fatto in questi mesi, in particolare con la legge sullo scambio di informazioni su richiesta e la lotta alla malavita, hanno permesso di fare ulteriore chiarezze verso i nostro interlocutori sulle intenzioni di San Marino di proseguire sulla strada della trasparenza”.
“Anche la visita di Romani – ha aggiunto il presidente Dc – rientra nell’ambito dei rapporti di politica estera, ed è solo l’ultimo di una serie numerosa di ministri che sono saliti in questi due anni sul Titano. Anche l’Italia – dichiarano quindi concordi gli esponenti Dc – manifesta l’intenzione di voler voltare pagina con San Marino”. All’apparenza decisamente intenzionato a smorzare le polemiche con Ap, invece, il segretario Gatti che al presidente Mario Venturini ricorda come “spostare le questioni sul personale è sbagliato. Per quanto riguarda la politica estera sono i governi che devono agire in modo complessivo perché un accordo è nell’interesse di entrambi i Paesi. Sbagliato quindi spostare i problemi dai settori alle persone. Serve invece un’azione progressiva perché se oggi con Romani, è arrivato qualche riconoscimento, al Paese serve ancora di più, perché il primo obiettivo deve essere l’uscita dalla black list e poi l’accor- do contro le doppie imposizioni.
La Dc si farà quindi sentire – ha specificato Gatti – con i partiti italiani e con il governo sammarinese per far si che tutte le azioni siano coerenti in questa direzione”. Sfiorata poi la questione del decreto sul Lavoro tirata in ballo da Venturini. “Il Patto è una squadra – ha ricordato il segretario Pdcs – e si cerca di correggere i difetti reciprocamente. Questo deve valere per tutti. Il problema quindi è come possiamo aiutarci a vicenda per superare eventuali mancanze che ci possono essere state. Ma questo è uno sforzo che deve essere fatto da tutti”. Come a dire, che se la Dc è pronta a riconoscere eventuali errori, anche Ap dovrebbe essere disposta a fare altrettanto.











