Continua l’escussione dell’imputato Bartolini nel procedimento che lo vede coinvolto questa mattina nel Tribunale di San Marino, come si può leggere nel ns. precedente articolo. Questa la seconda parte.
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Giudice Buriani: ”Sapeva di alcuni fallimenti di Bartolini? precedente alla collaborazione.’
Buldrini G.Battista: L’ho saputo dopo quando avvenne nel 2006 il fallimento della LUNA Srl. Ma non prima.
Ora non c’entro più nulla con Bartolini, dato che lavoro per la CONTRI MOTO. La Rinascita Srl., la mia società di facchinaggio, macellava la carne per la CONAD di Cesena.
Giudice Buriani: Ci racconta questa storia degli orologi.
Buldrini G.Battista: Quando Luciano andò in carcere mi diede le chiavi della casa e e quelle della macchina. Ho trovato delle fatture di assegnazione delle aste giudiziarie nella macchina di Luciano. Avrei potuto sbarazzarmene ma ho ritenuto opportuno consegnarle al commercialista Pecci. Ma nulla so dei carrelli elevatori, ne dei beni acquistati all’asta da Perrone.
La Sca era proprietaria di un cappannone che aveva un valore di 800.000 euro circa, venne fatto prima il rogito dal Notaio Nardi di Pesaro e l’acquirente era GPC1 Srl, amministrata da Simoncelli Ivan, factotum di De Riso Piero.
Dopo l’apertura del concorso avvertì il curatore della necessità di revocare il rogito. Al momento del rogito non ricevetti nulla secondo gli accordi conclusi da Luciano, prima della formalizzazione davanti al Notaio. La GPC1 avrebbe dovuto farsi carico del mutuo, che sarebbe stato l’anticipo, pagare il valore residuo. In questo modo tra l’altro sarebbe dimunuita l’esposizione di Sca verso le banche per ottenere altri finanziamenti. Ma il primo obiettivo era ridurre i debiti.
Giudice Buriani: Dei beni informatici?
Buldrini G.Battista: Alcuni sono stati dati a Ricci. Uno ne ho preso io ed uno mia sorella.
Giudice Buriani: Lei è stato accusato anche di appropriazione indebita. Che fine hanno fatto gli altri beni presenti nella lista redatta dal curatore?
Buldrini G.Battista: Io non li ho presi, ma dopo qualche mese dalla richiesta del curatore segnalai la disponibilità di questi computer da parte mia e di mia sorella e mi offrii di pagarli. Nulla so degli altri beni indicati nel capo di imputazione che mi riguarda.
Giudice Buriani: Che fine hanno fatto le scritture contabili?
Buldrini G.Battista: Quando cessò il rapporto con il Dott. Bianchini, mi restitui tutta la documentazione contabile presso gli uffici della Sca. Quando poi venne incaricata la Dott.ssa Pecci non ebbi neppure modo ci riconsegnarli perchè non li rinvenni. Non so che fine abbiano fatto.
Giudice Buriani: ”Ho notato una certa differenza di atteggiamento tra lei e suo padre rivolto da Luciano Bartolini”.
Buldrini G.Battista: ”Mio padre era un soldato, era molto preciso nello svolgere i suoi compiti. Tanto che era stato nominato amministratore della Sant’Andrea, la cosiddetta cassaforte di Bartolini. Pensi era stata la beneficiaria di un leasing immobiliare per 3.400.000 euro per aver venduto un immobile. Mio padre non si è mai messo in cassa un centesimo tranne questi 45.000 euro.
Giudice Buriani: E la CASA DEI SOGNI?
Buldrini G.Battista: Casa di Sogni era un’altra società, dove l’amministratore era Solleciti Daniele il quale effettivamente gestiva la società ed era un nostro cliente storico, uno dei principali. Sicuramente Luciano era in contatto con Solleciti ed aveva degli interessi con la Casa dei Sogni. Era un bellissimo negozio, con due dipendenti. Sono stato presso il negozio una ventina di volte. Con la Project Management gestivo il ristorante nel negozio li vicino, di fronte alla sede. Erano miei dipendenti che gestivano il ristorante, ma io lo frequentavo. Mi è capitato di vedere dei clienti che facevano acquisti.
Giudice Buriani: E il PROFUMO D’ORIENTE?
Buldrini G.Battista: Quello era proprio il negozio di Luciano, anche se non era intestato a lui direttamente. Era il suo negozio di riferimento, li stava fisicamente. il 20% della merce che era li veniva dai nostri magazzini.
FINE SECONDA PARTE











