San Marino Oggi. Traffico di armi tra Titano e Puglia Due arresti e sequestro di un arsenale

La malavita usava come lasciapassare a San Marino certificati finti di Questure Ora si indaga sui negozianti sammarinesi

Traffico di Armi tra San Marino e la malavita pugliese, due arresti e un ingente quantitativo di materiale esplodente sequestrato ad Andria. L’operazione risale a metà aprile scorso, eppure sul Titano ancora si tengono le bocche cucite in virtù del segreto istruttorio che permea l’inchiesta aperta e affidata al momento al commissario della legge Simon Luca Morsiani.

Ad aprile, personale della squadra mobile di Bari e gli agenti del commissariato di Andria hanno tratto in arresto due cittadini di Andria per detenzione abusiva di armi, munizioni e sostanze esplodenti, gran parte dei quali comprati a San Marino. Sul Titano, per entrare in possesso delle armi, l’acquirente usato come testa di legno per gli acquisti “irregolari” aveva usato false certificazioni di questure italiane, così da certificare la sua fedina pulita. In realtà, la documentazione è appunto risultata irregolare e sequestrata dagli agenti di Andria assieme al resto delle armi. Secondo gli inquirenti baresi, l’arsenale serviva ad armare la malavita organizzata pugliese, ossia la Sacra Corona unita.

L’inchiesta barese è ancora aperta: sono proseguite in questi mesi altre operazioni di polizia giudiziaria, e anche gli inquirenti pugliesi manten- (…)

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