• Screenshot
  • San Marino. OGNI ELETTO PORTI IN DOTE LA SAMMARINESITA’ … di Paolo Forcellini

    Paolo Forcellini – Lo Stradone

    Ebbene sì! Anche questa campagna elettorale per le elezioni del prossimo 9 giugno avrà termine puntualmente alle 24 di venerdì sera, anche se qualche furbastro farà finta di avere l’orologio in ritardo di qualche ora.

    Sabato, secondo tradizione, sarà il giorno del silenzio. Il giorno che dovrebbe permettere agli elettori di meditare attentamente su chi votare, per chi dovrà governare la Repubblica per i prossimi 5 anni, che si prevedono difficili e impegnativi. Una scelta che, per chi non ha amici, parenti e amanti o candidati da dover contraccambiare con una croce sulla scheda per grazie ricevute, dovrebbe essere fatta dopo un’attenta lettura dei vari programmi, che, in una veste tipografica lussuosa e arricchiti con le figurine dei candidati, sono arrivati nelle nostre case via posta.

    Per cui, sabato, tutti zitti, dovrà esserci, come suol dirsi, un silenzio assordante.

    Quella che sta per chiudersi sarà ricordata come la campagna elettorale non combattuta sulle idee, sui contenuti, sui programmi, peraltro molto simili uno all’altro, ma sulle contrapposizioni personali, fra le quali in particolare ha tenuto banco la diatriba fra un partito e il più noto e visitato organo d’informazione online, causata dal fatto che c’è chi ancora non ha la cultura di poter distinguere la satira dalla diffamazione.

    Ma per fortuna ormai è finita.

    In questa tornata elettorale il problema non è solo chi vince o chi perde, ma chi viene eletto, chi salirà le scale di Palazzo per sedersi sugli scranni di Gaia Aulenti, con la speranza che abbia in cuor suo l’amore per il nostro paese e che non anteponga il suo personale interesse o quello del partito che rappresenta.

    Che abbia una specifica preparazione per affrontare un percorso legislativo che sarà difficile e irto di ostacoli, che per superarli richiede tanta professionalità e competenza, prerogative di chi ha un curriculum ed un percorso politico di tutto rispetto e non del politico per caso.

    Ma la SAMMARINESITÀ è l’elemento determinante per gli eletti e senza questo sentimento, che è innato in noi sammarinesi, forse sarebbe meglio che si dedichino ad altro e non alla politica di San Marino. Infine, l’augurio che dal 10 giugno cessino tutte le ostilità e le contrapposizioni personali, e che una volta per tutte sia messa in soffitta la macchina del fango, che in questi ultimi anni tutti hanno usato ma che non ha risparmiato nessuno.

    Questo è ciò che il SANTO MARINO e i sammarinesi chiedono per il futuro della loro Repubblica. Niente di più!

    Paolo Forcellini – Lo Stradone