San Marino. OLTRE LE APPARENZE – IL “DIETRO LE QUINTE” DEI PROGETTI DELLA SAN MARINO INNOVATION DI SERGIO MOTTOLA

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Dott. Mottola – San Marino Innovation

 

 

Non tutto ciò che luccica è oro. È di pochi giorni fa l’ennesimo sfavillante annuncio da parte della San Marino Innovation, dell’impeccabile Sergio Mottola, sempre impegnato nel lancio di avveniristici progetti e collaborazioni protese allo sviluppo del nostro paese.

Ma si sa, il tempo è tiranno, ed è giunto il momento di portare a casa dei risultati.

Facciamo un piccolo passo indietro. La San Marino Innovation, di proprietà dello Stato al 100% ed “erede” del Techno Science Park, porta avanti un compito non da poco, quello di rendere il nostro paese una piazza per i business legati al digitale (secondo i più, se anche uno solo dei progetti della San Marino Innovation andasse in porto, il problema banche sarebbe poco più che un mal di pancia, in confronto alla colossale ricchezza che arriverebbe dalle nostre parti).

Peccato però che non tutti siano così contenti della loro esperienza con il Mottola alla presidenza di San Marino Innovation. C’è da scommettere che il gruppo estone Polybius, per esempio, non lo sia affatto.

Giornalesm.com è entrato in possesso di informazioni e condotto un suo esame sul progetto Blockchain, nato proprio dalla collaborazione fra San Marino e l’azienda estone, nota per aver lanciato l’omonima cryptovaluta qualche anno fa.

In pratica, Mottola avrebbe deciso di chiudere il contratto con la multinazionale Polybius, che dal canto suo pare unicamente “responsabile” di aver messo la San Marino Innovation e la nostra Repubblica in condizione e capacità tecnica di produrre la legge sulla blockchain, fra le prime in tutto il mondo.

Tutto senza chiedere un euro al nostro Stato.

Ma c’è di più. Polybius avrebbe persino pagato diverse decine di migliaia di euro alla San Marino Innovation così togliendo allo Stato la bega di finanziarla – almeno per una parte – per di più negli attuali tempi di vacche magre!

È vero, i Sammarinesi non sono abituati a vedere cose del genere, per carità, normalmente lo Stato preferisce pagare profumatamente consulenti esterni, promuovendo la loro carriera, specie se sono dei perfetti sconosciuti nei rispettivi settori. In questo caso è accaduto l’opposto, una multinazionale del digitale decide di credere nel nostro paese ed è disposta lei a finanziare un progetto, per cui la cosa più logica che può fare San Marino è mandarla via!

Fuori uno, dentro un altro… E allora speriamo che le cose vadano meglio alla VeChain, che a quanto pare è già da un anno al lavoro sulla blockchain – apprendiamo dai roboanti annunci – con Mottola e compagni, chissà, magari all’insaputa di Polybius, che probabilmente si starà chiedendo se questa sia la prassi del fare a business a San Marino.

Di certo l’esempio non è dei migliori, anzi c’è da temere che la reputazione di San Marino possa subire delle ripercussioni a livello internazionale a causa del trattamento riservato ad importanti gruppi esteri, e c’è da sperare proprio che i signori di Polybius questa storia non l’abbiano presa troppo male.

 

To be continued….

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