E’ palpabile una certa opposizione da parte dei cittadini residenti a San Marino all’associazione del paese all’Unione Europea, in particolare per quanto riguarda la firma del patto che sancisce le quattro libertà europee, ovvero la libera circolazione delle merci, la libera circolazione delle persone, la libera prestazione dei servizi, la libera circolazione dei capitali e la liberalizzazione dei pagamenti. Tra queste, quella che suscita maggiore opposizione tra i sammarinesi è la libera circolazione delle persone.
Pare che molti cittadini residenti a San Marino esprimano preoccupazione riguardo all’apertura delle frontiere, che potrebbe portare a un aumento dell’immigrazione nel paese. Secondo questi cittadini, questo comporterebbe numerosi problemi, come l’aumento della concorrenza sul mercato del lavoro e dei servizi a basso prezzo, l’aumento della delinquenza, il sovraffollamento delle strutture sanitarie e l’aumento dei costi per i servizi pubblici.
Queste preoccupazioni sembrano essere alla base della diffidenza dei sammarinesi nei confronti dell’associazione del loro paese all’Unione Europea. Molti temono che questa scelta possa portare conseguenze oltremodo negative per l’economia e la società sammarinese.
La recente vicenda legata alla fornitura di vaccini ha sicuramente aumentato la diffidenza nei confronti dell’Europa. Molti sammarinesi ritengono infatti che l’Unione Europea, per tramite l’Italia, abbia fatto arrivare i vaccini a rilento nel loro paese lasciando la popolazione esposta al rischio di contagio, e solo grazie alla cattivissima Russia, che invece ci ha fornito senza alcun problema il vaccino Sputnik V, che il numero dei morti e dei contagi non si è aggravato ed addirittura la pandemia è stata arginata. Questo non lo dobbiamo mai dimenticare perchè è la verità.
Come cittadino sammarinese sono convinto che decisioni importanti come quella di aderire all’associazione europea dovrebbero essere prese con un referendum confermativo, dopo che i cittadini hanno avuto la possibilità di leggere e valutare il testo dell’accordo proposto che, però, ancora non ci è stato fatto vedere. Molte delle lettere e delle mail che ricevo dai nostri lettori concordano con me su questo punto.
Nonostante il mio apprezzamento per il Segretario Beccari, ritengo che una sola persona o una maggioranza parlamentare seppur qualificata non debba decidere per tutti i cittadini su questioni così fondamentali per il paese. Questa decisione è troppo importante e avrà un impatto significativo sul futuro di San Marino. Ho notato, inoltre, che anche le sanzioni comminate alla Russia hanno suscitato una forte reazione tra i sammarinesi, con una ridda di proteste, tra le quali anche la mia come ho già scritto, dimostrando che questioni di questo tipo devono essere decise con un referendum confermativo. La neutralità, vanto per tanti secoli del Titano, è stata buttata via in un batter d’occhio e penso che questo non sia giusto. Chi ha deciso questo? I cittadini sammarinesi cosa ne pensano? Anche perchè se scoppierà un conflitto, e Dio non voglia, noi, avendo comminato sanzioni alla Russia, saremo sicuramente coinvolti. E dopo? Quindi questioni così importanti e strategiche per il paese devono essere assolutamente decise dai sammarinesi con un referendum. Anche perchè è probabile che queste sanzioni non sarebbero mai state autorizzate dato che la stragrande maggioranza di loro non le volevano comminare. Poi che figura abbiamo fatto? Ci hanno aiutato e li abbiamo ringraziati così? La guerra va sempre condannata ma mettere delle sanzioni ad un paese che ti ha fatto dell’enorme bene forse è stato eccessivo.
Certamente queste scelte su argomenti così importanti, come la gestione del territorio e le scelte scellerate di qualche segretario, peseranno e non poco sull’esito delle votazioni delle prossime elezioni politiche. Ne sono certo. Non si possono calpestare, con scelte totalmente così impopolari, il volere della maggioranza dei cittadini. E’ necessario ricorrere, per questi argomenti così importanti, alle urne referendarie.
Ci è dato sapere che alcuni congressisti stanno lavorando per introdurre il voto elettronico anche per i cittadini sammarinesi che vivono all’estero, ma che essendo all’estero non possono produrre reddito in territorio e quindi non pagano le tasse all’erario del Titano. Con questo nuovo metodo di votazione elettronica a distanza (si dovrà vedere anche la sua efficacia e sicurezza ndr) il loro peso sarebbe lo stesso se non addirittura superiore a quello dei residenti, ma questi, i cittadini esteri, non subirebbero le conseguenze delle scelte che hanno votato.
Personalmente ritengo che se proprio si vuole implementare il voto elettronico per i cittadini all’estero, dovrebbe essere loro consentito di eleggere al massimo solo un rappresentante e non di contribuire a influenzare l’elezione di una maggioranza, votando per l’elezione dei sessanta consiglieri come avviene per i cittadini residenti di San Marino.
Sono convinto che garantire una rappresentanza ai cittadini sammarinesi all’estero sia giusto, ma non a discapito dell’equità e della giustizia del sistema democratico. Sarebbe corretto se anche una parte della tassazione del loro reddito andasse a San Marino, simile a quanto accade per gli americani che vivono e risiedono all’estero.
Secondo me una soluzione equa sarebbe quella di adottare un approccio simile alla seguente massima: “vuoi votare? Allora, paghi le tasse anche a San Marino!”. So che può sembrare una provocazione, ma sarebbe giusto che solo chi contribuisce al finanziamento del territorio possa beneficiare delle politiche economiche e nazionali.
Concludo dicendo che a mio parere sarebbe iniquo che coloro che non pagano le tasse in territorio sammarinese abbiano lo stesso peso politico di coloro che contribuiscono al finanziamento del Paese.
Marco Severini – direttore del GiornaleSM