Ho letto che all’Italia, per recuperare il divario con i Paesi più avanzati e restare produttiva mancano 137 mila laureati Ict, 87 mila ingegneri e 140 mila iscritti agli Its. Inoltre vanno alfabetizzati tecnologicamente 15 milioni di cittadini.
Investire in competenze e digitalizzazione è la chiave per rilanciare la produttività e portare avanti un modello di società 5.0. E’ dunque indispensabile formare talenti che promuovano l’innovazione che è la sola condizione per far salire il PIL e il benessere generale.
Per consentire a San Marino di competere in uno scenario difficile e complesso, bisogna varare un Piano per le Competenze . Non si può contare solo sui lavoratori frontalieri, data la scarsa presenza di tecnici in Italia. Bisogna investire sui giovani garantendo una formazione continua in collaborazione con le imprese. Va estesa anche agli attuali occupati. La visione delle sfide globali lo impone. Siamo infatti di fronte all’associazione alla UE, alla digitalizzazione, all’intelligenza artificiale, al cambiamento climatico, e pertanto è indispensabile avere piena consapevolezza.
San Marino deve impegnarsi per fare un salto di qualità attraverso l’innovazione, le idee e le competenze, lasciando perdere gli stratagemmi e le furbate per raccimolare qualche euro da sprecare.
Abbiamo l’esigenza di garantire una competitività di lungo periodo per cui dobbiamo trattenere i talenti in territorio, riformare la Scuola, potenziare l’Università, puntare sulle competenze.
E, intanto, i governativi litigano per le Giornate Medievali !
Emilio Della Balda













