San Marino. Per non ‘tradire’ Marino

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Non bastano gli enunciati di principio ma contano le azioni. Di tanto in tanto sentiamo consiglieri dalle fila della maggioranza dire ‘io non sto con Grandoni’. Poi però a Grandoni e Guidi vengono srotolati tappetti rossi da un segretario alle finanze che addirittura li riceve a Palazzo Begni. E ancora mentre si discute dell’ordine del giorno di una importante seduta del Consiglio Grande e Generale nella quale dovrebbe approdare il pdl che istituisce la commissione di inchiesta su banca Cis (voluta dalle opposizioni con un odg rispetto al quale il governo aveva indicato di votare no), c’è chi prende a pretesto un atto di nervosismo di un oppositore politico (due parole grosse che gli sono state rivolte) per abbandonare il tavolo diventato improvvisamente troppo caldo. C’è qualcuno che ha chiesto a qualcun altro di innestare la retromarcia di gran carriera? Vedremo oggi l’esito dell’ufficio di presidenza che stabilirà se e quando la legge sull’istituzione di una commissione di inchiesta su banca Cis verrà portata in Consiglio Grande e Generale. Correttezza vorrebbe che lo Stato inteso a trecentosessanta gradi mettesse le dovute distanze tra sé e Marino Grandoni. Lo ha detto il capogruppo di Rete Gian Matteo Zeppa che come di consueto non ha girato intorno alla questione. “Arriverà in visita una delegazione croata – ha detto in commissione esteri – mi domando se ci sia la volontà del governo di informare la Croazia degli accadimenti che hanno coinvolto il signor Marino Grandoni”. Il riferimento è alla carica che il sig. Grandoni ricopre dal 2007 di console onorario della Repubblica di Croazia presso la Repubblica di San Marino su richiesta dell’ambasciatore della stessa Croazia. All’epoca il governo sammarinese autorizzò l’apertura del consolato in questione concedendo il gradimento al nuovo console. “E’ vero – è stato il ragionamento svolto da Zeppa – che non è San Marino che ha conferito l’incarico ma è anche vero che siccome c’è una delibera che è espressione del Congresso di Stato, è doveroso informare la delegazione croata. O si farà finta di nulla”? Una questione spinosa che si aggiunge alle tante sul tavolo della politica estera, prima fra tutte quella delle targhe. “Sulle targhe – ha continuato – sono sei mesi che si dice che la soluzione sta arrivando, tanti professionisti stanno soffrendo per questa incapacità della politica sammarinese. In commissione segreta si è anche parlato di reciprocità delle multe, sono emersi numeri impressionanti, vorrei sapere qual è lo stato dell’arte. Il quadro della situazione sammarinese era agghiacciante. Ci sono state evoluzioni anche in virtù del fatto dei sempre più pubblicizzati buoni rapporti tra Italia e San Marino”? Infine in commissione esteri il consigliere di Rete è tornato a chiedere lumi sul recente incontro con l’ambasciatore ucraino. “Sulla violazione dei diritti umani è importante parlare e assumere una posizione. Dispiace che non ci sia un comma dedicato, chiedo figuri almeno nell’ordine del giorno della prossima convocazione”. Evidentemente i problemi riguardano sia la politica estera che quella interna. Non si intravedono invece le soluzioni. Che la testa di questa maggioranza sia concentrata altrove, a occupare le poltrone, non c’è più alcun dubbio. Lo dimostrano le recenti nomine in Carisp dove i 5 membri del CdA sono stati designati tutti dalle forze di maggioranza e dove non è stato lasciato alcuno spazio all’opposizione che invece avrebbe avuto il diritto stabilito per legge di nominarne due.
“Intravedo meglio – scriveva Antoine de Saint – Exupéry – il principio delle vittorie: colui che si assicura un posto di sagrestano o di seggiolaio nella cattedrale costruita, è già un vinto. Ma chiunque porta nel cuore una cattedrale da costruire, è già vincitore”.

Repubblica Sm

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