Colombelli risulta implicato anche in un caso di bancarotta fraudolenta da quasi sei milioni e mezzo di euro del quale in questi giorni è stato recapitato agli indagati l’avviso di fine indagine. Indagine che esplose nel gennaio dello scorso anno con cinque arresti. L’inchiesta, condotta dal sostituto procuratore presso il tribunale di Como, Mariano Fadda, riguardava il fallimento della “Pina Impianti Termidraulica s.r.l.” di Erba, in provincia di Como, e della Al.Gi. Project srl, a cui si legano le società coinvolte: Nuvola Rossa s.r.l. e Serit s.r.l., tutte di fatto riconducibili ai fratelli erbesi Gianluca e Alessandro Pina, di 43 e 45 anni, che nel gennaio 2012 hanno scontato un periodo di custodia cautelare così come gli altri indagati Paolo Colombo, 42 anni, residente a Caslino d’Erba, Claudio Massari, 36 anni di Longone al Segrino e Roberto Sabino De Venzia, residente a Basiglio (Milano).
L’accusa mossa dal sostituto procuratore di Como nei confronti di William Colombelli e di Sautto, è infatti quella di aver dirottato su conti correnti di San Marino somme di denaro provenienti dalla bancarotta o da appropriazione indebita in danno della società. Somme poi dirottare verso una banca di Lugano e utilizzate da Gianluca Pina, uno dei principali indagati per la bancarotta, per acquistare un immobile in Svizzera. Le condotte contestate ai vari indagati e a vario titolo dalla Procura di Como, parlano di distrazione e dissimulazione dei beni, tra cui quelli dirottati a San Marino. Nella lista delle contestazioni c’è anche la contabilizzazione di fatture per operazioni inesistenti. L’Informazione












