San Marino, “piano parallelo” e mancata “scalata” a BSM: Demos chiede una Commissione d’inchiesta

Comuicato stampa – Demos.

Demos esprime piena fiducia e sostegno alle istituzioni della Repubblica e, in particolare, all’AIF, al Tribunale e alla Banca Centrale, che stanno operando nel rispetto delle proprie competenze e autonomie. In una fase così delicata e’ dovere di tutti evitare ogni tentativo di delegittimazione: la tenuta dello Stato passa dal rispetto delle sue istituzioni.

Gli attacchi mediatici che in queste ore colpiscono organismi di controllo, garanzia e funzioni pubbliche appaiono come la cifra dell’interlocutore che avrebbe potuto diventare proprietario di una banca con tutt’altra storia e tradizione, e risultano comprensibili, ma non giustificabili, solo come reazione a provvedimenti che hanno comportato conseguenze rilevanti, anche sul piano reputazionale, per chi li ha subiti. Tuttavia, una cosa e’ difendere le proprie ragioni nelle sedi appropriate, altra cosa e’ trasformare lo scontro in una campagna mediatica contro lo Stato.

Demos ritiene che, accanto alla doverosa difesa dei presidi istituzionali, vi sia una questione di responsabilita’ politica che non puo’ essere elusa: la responsabilita’ nel non aver ostacolato la vendita a un privato, per di piu’ estero, di una banca con radici solidaristiche e mutualistiche, e la responsabilita’ nel non aver contrastato ne’ l’apertura di una trattativa, ne’ la trattativa stessa che, al contrario, sarebbe stata agevolata anche mediante interventi legislativi.

In questo quadro assume rilievo quanto riferito pubblicamente dalla controparte: secondo tali dichiarazioni, uno dei primi incontri con Banca Centrale sarebbe avvenuto il 23 dicembre 2024, lo stesso giorno del deposito dell’emendamento che poi ha abolito le fondazioni bancarie. Se tale circostanza corrispondesse al vero, sarebbe necessario chiarire con nettezza se e come si siano sviluppati contatti informali tra il Governo e l’interlocutore: un elemento che il Governo ha sempre escluso e che, alla luce delle dichiarazioni della controparte, occorre appurare con certezza e trasparenza, nell’interesse di tutti.

La responsabilita’ politica sta anche nell’aver lasciato esplodere un conflitto senza prevedere vie alternative capaci di proteggere la reputazione del Paese e la dignita’ delle persone coinvolte. Di fronte a un simile scenario, in qualunque ordinamento, un governo con un minimo di sensibilita’ istituzionale sarebbe chiamato ad assumere conseguenze politiche fino alle dimissioni.

Ora la priorita’ e’ una sola: gestire e risolvere la situazione minimizzando i danni per San Marino, danni reputazionali che possono riflettersi sul percorso internazionale della Repubblica, e tutelando la dignita’ di tutti i soggetti coinvolti. Demos ritiene che la soluzione non sia il “muro contro muro”, mediatico e giudiziario, ma il ripristino di una dialettica sana, capace di comprendere le ragioni delle parti senza sacrificare l’autorita’ dello Stato.

Da anni il Paese vive un clima di conflitto alimentato da incapacita’ di ascolto, da un falso moralismo agitato ad arte e da una difficolta’ complessiva nel leggere il nuovo ruolo internazionale della Repubblica. E’ lo stesso clima che, a giudizio del movimento, ha prodotto vicende gravi e divisive: il caso del commissario bulgaro e’ solo l’ultimo di altri episodi che hanno sacrificato persone capaci e autorevoli, la maggior parte non cittadine, per lo scontro fra le fazioni sammarinesi. La condanna presso la CEDU dello Stato nei confronti del Commissario Simoncini ne e’ l’ultima plastica testimonianza.

Per queste ragioni Demos si unisce alla richiesta delle opposizioni per l’istituzione di una Commissione di inchiesta, con il compito di ricostruire i fatti, individuare responsabilita’ politiche e soprattutto sanare le cause del conflitto interno che da anni sta arrecando nocumento alla Repubblica. Difendere le istituzioni significa pretendere verita’, trasparenza e responsabilita’, nell’unico interesse che conta: San Marino.

Comunicato Stampa – DEMOS