San Marino tra “Piano Parallelo” e Sicurezza di Stato: il Punto sull’Indagine
La Repubblica di San Marino sta vivendo giorni di profonda tensione istituzionale e giudiziaria. Al centro della vicenda troviamo l’inchiesta sul cosiddetto “piano parallelo”, un caso che si fa sempre più cupo e complesso. Come riportato da San Marino RTV, il Giudice del Riesame ha recentemente messo un punto fermo sulla custodia cautelare dei coniugi coinvolti, negando la loro scarcerazione a una settimana dagli ultimi arresti.
Un quadro accusatorio senza precedenti. I due indagati non sono volti nuovi per la magistratura: già tra metà e fine ottobre avevano scontato un periodo di arresti, in parte domiciliari, con accuse di corruzione privata, amministrazione infedele e riciclaggio. Pero’ la situazione è drasticamente precipitata. Secondo quanto riferito dall’emittente di Stato, le nuove ipotesi di reato sollevate dagli inquirenti colpiscono direttamente il cuore delle istituzioni: attentato contro l’integrità e la libertà della Repubblica, attentato contro la libertà dei poteri pubblici e minaccia contro l’autorità. Si tratta di reati di estrema gravità che, se accertati in sede di giudizio, potrebbero portare a condanne pesantissime, fino a 24 anni di prigionia.
Lo Stato si muove: costituzioni di parte civile e massima allerta. La reazione della politica e del mondo economico stata immediata e corale. L’Eccellentissima Camera e il Congresso di Stato hanno infatti deciso di costituirsi parte civile nel procedimento, affiancati dalla Banca di San Marino e dalla Fondazione Ente Cassa di Faetano.
È emblematico il clima di incertezza che si respira nel Paese: il Governo ha disposto un’intensificazione dei livelli di vigilanza per proteggere i “gangli vitali” dello Stato e l’incolumità dei soggetti istituzionali.
L’obiettivo dichiarato dalle autorità è garantire che la funzione pubblica possa proseguire senza subire condizionamenti o intimidazioni esterne.
Il giallo della Banca di San Marino a Faetano. Nonostante il fermento politico e le inevitabili illazioni che circolano nei corridoi del Palazzo, resta un distinguo tecnico fondamentale: il fascicolo sul “piano parallelo” rimane, per ora, separato dall’indagine sull’effrazione avvenuta nella sede centrale della Banca di San Marino a Faetano tra l’1 e il 2 febbraio scorso.
A quasi due settimane dal furto, la situazione per i cittadini non è ancora tornata alla normalità. Molti titolari di cassette di sicurezza lamentano l’impossibilità di accedere ai propri beni, mentre solo una parte dei clienti sarebbe stata ricontattata per ricevere aggiornamenti. Resta da capire se, col procedere delle indagini, questi due filoni — quello della stabilità democratica e quello del colpo in banca — troveranno punti di contatto o rimarranno binari paralleli di una crisi sammarinese ancora tutta da decifrare.












