Pagliai: “Atti dalla Svizzera determinanti, confido vengano scarcerati”.
Risposta per il prossimo 24 di giugno – ad un anno esatto dal loro arresto avvenuto il 23 di giugno dello scorso anno – alle ore 10:30 dinanzi al Giudice Lamberto Emiliani la discussione per il ricorso di Terza Istanza depositato dai difensori di Claudio Podeschi e Biljana Baruca contro la seconda ordinanza cautelare emessa nei confronti dei due lo scorso 9 di marzo.
Nella giornata di ieri, appresa la notizia della fissazione della data – che si svolgerà in forma pubblica – i difensori hanno immediatamente richiesto che Podeschi e Baruca possano presenziare personalmente al processo al quale, a quanto è stato dato modo di apprendere, intendono rilasciare dichiarazioni spontanee a loro difesa.
Così l’avv. Pagliai a Tribuna: “Le confermo che i nostri assistiti, oramai ristretti in carcere da un anno, hanno manifestato l’intenzione di essere presenti, come loro diritto, al processo che li riguarda. Da dodici mesi attendono pazientemente l’esito delle indagini e di potersi finalmente difendere, da cittadini liberi, in un pubblico processo. Facoltà che è stata sinora loro negata sulla base di riscontrate esigenze cautelari che, anche vi fossero mai state, devono ritenersi oggi assolutamente venute meno. Credo quindi che coglieranno l’occasione per poter finalmente, ed a testa alta, riaffermare la loro verità ed il loro desiderio di giustizia”.
A segnare il nuovo capitolo processuale della vicenda cautelare di Podeschi e la mossa difensiva di ritornare dinanzi al Giudice Emiliani – l’ultima volta per la difesa Podeschi era stato il 14 agosto dello scorso anno – sono state, in particolare, nuove acquisizioni documentali raccolte dalla difesa nel corso di questi mesi.
Al Giudice di Terza Istanza sono stati, infatti, prodotte non solo le testimonianze giurate di diversi imprenditori che attestano e com- provano l’effettività e regolarità delle operazioni poste in essere dai due imputati ma anche altri documenti che dimostrerebbero, a dire della difesa, l’insussistenza del reato di riciclaggio vista l’assoluta liceità dei denari movimentati sui conti di Podeschi.
Particolare rilievo è stato dato ad un provvedimento di archiviazione della Svizzera delle somme depositate su un conto elvetico riferibile a Paul Phua. Se, infatti, per le autorità sammarinesi quei soldi risultavano provento di delitto, la magistratura d’oltralpe, dopo aver disposto approfonditi accertamenti, ha ritenuto che essi fossero assolutamente leciti. La difesa ha anche contestato la circostanza che questo provvedimento, che risale al febbraio dello scorso anno (diversi mesi prima dell’arresto di Podeschi e Baruca), non sia stato rinvenuto nel fascicolo processuale sammarinese pur essendo stati attivati da tempo i canali di collaborazione internazionale tra San Marino e la Svizzera.
Sempre Pagliai: “Confidiamo in un giudizio sereno ed imparziale da parte del Giudice per la Terza Istanza dal quale non ci aspettiamo null’altro che un’analisi delle ragioni di merito e giuridiche da noi avanzate. Podeschi e Baruca rivendicano da un anno la loro estraneità alle accuse: se si ritiene di aver individuato le prove della loro colpevolezza si vada velocemente a processo e si consenta loro di difendersi da cittadini liberi così come verrà consentito a tutti gli altri coinvolti nella ‘maxi inchiesta’. Se queste prove non sono state individuate, a maggior ragione, la prosecuzione della detenzione cautelare appare sempre più come una vera e propria forzatura processuale”.
David Oddone, La Tribuna