”Intendo dare il mio contributo per fare emergere i limiti di questo governo, essendo fermamente convinta che l’attuale Esecutivo stia portando il Paese in una voragine”
All’indomani dell’uscita di Giovanna Cecchetti dal Partito socialista la abbiamo contattata per formularle alcune domande, anche alla luce del durissimo comunicato del suo ormai ex partito. L’impressione delle malelingue è che dietro alla decisione del Consigliere Cecchetti possa esserci la mano di Andreoli, mano che andrebbe ad “accarezzare” l’attuale maggioranza.
Consigliere Giovanna Cecchetti, ha letto il comunicato stampa del suo ex partito?
“Si, ho avuto modo di leggerlo”.
Cosa ne pensa?
“Penso sia un modo molto sterile per liquidare una situazione politica interna al partito con poche righe e senza ombra di dubbio cercare di allontanare agli occhi della gente i veri problemi che ha il partito socialista”.
Secondo lei, quali sono?
“Innanzitutto la mancanza di dialogo che è sfociata all’indomani della sconfitta elettorale, poi le tante defezioni nei vari organismi, dal Segretario Generale, al Presidente e così via ed in seguito una conduzione verticistica e personale che ha portato il partito, non solo all’isolamento politico, ma soprattutto a non essere presente sulla scena politica ed in particolare non essere più la forza trainante della sinistra all’opposizione; anzi nessuno mi può smentire se dico che invece siamo stati sempre trainati da altri e mai messo in campo una nostra azione politica ed istituzionale che i socialisti da sempre hanno portato avanti, combattendo per i diritti dei cittadini. Colui che ha preso in mano le redini del partito doveva coinvolgere i compagni ed organizzare il congresso, il quale avrebbe ridato al partito una guida e ristabilito tutti gli organismi e di conseguenza ridare alla politica un partito, vivo, vivace e combattivo. Cosa che in 19 mesi, invece, ed è alla luce di tutti, non si è verificato ed oggi ritengo che il Partito Socialista sia privo di idee, progettualità e di una forte e qualificata guida politica. La mancanza di dialettica si è tradotta in una certa debolezza anche del Gruppo Consiliare che non ha saputo interpretare le esigenze della gente e ciò grazie alla mancanza di dialogo e confronto al suo interno, senza mai una riunione del gruppo. Ognuno andava per la sua strada. Pertanto era come non essere partecipe e/o interprete delle volontà del partito”.
Questo può giustificare l’abbandonare il movimento socialista, vista anche la sua identità storica di famiglia?
“Mi creda, è stata una decisione che ho maturato a lungo ed anche alquanto sofferta, considerato che credo molto nei valori e negli ideali socialisti, prova ne è il mio percorso politico e la mia lunga militanza nel Partito Socialista, valori che continueranno ad ispirare la mia attività di politico e che continuerò a propagandare attraverso il mio impegno nel paese ed in Consiglio Grande e Generale dai banchi dell’opposizione”.
Pertanto continuerà a battagliare nelle sedi istituzionali come opposizione?
“Certamente. Lotterò contro questo modo di fare politica ed intendo dare il mio contributo per fare emergere i limiti di questo governo, essendo fermamente convinta che l’attuale Esecutivo stia portando il Paese in una voragine economica, istituzionale, sociale e giudiziaria”.
Mi permetta un’ultima domanda di carattere personale. Il Ps nel suo comunicato, con una battuta, ha scritto di un modo di concepire la politica più consono a chi porta “una lunga barba”, come se la sua decisione sia stata presa da altri. E’ così?
“Guardi, sono stata abituata a prendere da sola le mie decisioni e non ci voleva poi un grande coraggio ad uscire da un partito a guida fallimentare. Mi permetta di controbattere con un’altra battuta: ‘fatti crescere la barba forse avrai più saggezza e meno vanità’”.