San Marino. Processo Lo Giudice, possibile che siano estranei ai fatti contestati

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  • tribunale san marinoIl giallo di 15 scooteroni mancanti nell’inventario: processo Lo Giudice ancora lontano dalla conclusione

    Servirà un’altra udienza (forse anche due) per dirimere la complessa vicenda della famiglia Lo Giudice (padre Giuseppe e figli Marco e roberto) imputata di truffa continuata in compartecipazione. i componenti della famiglia lo giudice, titolare della lg racing, avrebbero, secondo l’accusa, fatto i furbi; dalla Finanziaria Fincapital ottenevano infatti le somme necessarie per rimettere a posto moto usate e rivenderle, dando il libretto dei mezzi come garanzia. Ma, sempre secondo l’accusa, in alcuni casi avrebbero denuncia- to lo smarrimento dei libretti stessi e, dopo averne ottenuto la copia, rivendevano i mezzi per conto proprio. Un maccanismo che quando la lg racing cambiò nome in Motor Company si scoprì (almeno sempre secondo le accuse) che nell’inventario mancava una quindicina di ‘scooteroni’.

    Un ‘buco’ che ha fatto storcere il naso dell’avvocato Antonio Masiello (difensore dei tre lo giudice) soprattutto per la mancanza “almeno di una lettera per chiedere chiarimenti sull’inventario monco di quelle moto alla vecchia gestione, in pratica con lo stesso Amministratore (anche se in un primo tempo si chiamava procuratore) e stessi rapporti con Fincapital”. insomma, tutta la questione da penale si punta a trasformarla in civilistica. infatti, come non bastasse, antonio Masiello ha spinto forte su un altro aspetto della gestio- ne dell’azienda dei lo giudice: da 900mila euro di passivo nel giro di neppure tre anni si è arrivati a 3 milioni di rosso: “Si è acquistato un capannone alla Ciarulla del valore di 2,1 milioni, cassando un’altra proposta da 700mila euro a galazzano -la perplessità dell’avvocato Masiello”.

    Soprattutto perché dalle testimonianze di ieri mattina in aula è affiorato oltre alla posizione commercialmente migliore (di fronte al Bowling, quindi con molti avventori appassionati di moto) avrebbero pesato anche consigli esterni alla conduzione lo giudice. per essere brevi: la conduzione dell’azienda, sia lg racing che Motor Company, l’avvocato Masiello sta puntando a dimostrare che i tre lo giudice non avevano poteri decisionali nella conduzione dell’azienda. Quindi non hanno truffato nessuno anche perché, nel corso dell’udienza di ieri, non è mai affiorata la certezza dell’esistenza di denunce di smarrimento di carte di circolazione. (…) San Marino Oggi