OSLA esprime forti perplessità sull’Art. 37 (Pensionamento d’ufficio personale alle dipendenze dello Stato) del Progetto di Legge del Bilancio dello Stato. Al comma 3. infatti viene previsto: “A partire dal 1° febbraio 2014 il dipendente del Settore Pubblico Allargato che abbia maturato un’anzianità contributiva pari almeno a 40 anni ed un’età anagrafica di almeno 58 anni sono collocati a riposo o dimessi dal servizio a far data dal primo giorno del mese successivo a quello della maturazione dei requisiti o da data anteriore per domanda dell’interessato”.
Prima di tutto occorre sapere quanti sono i soggetti che rientrerebbero in questa manovra. Si continua ad aumentare il divario di trattamento tra il settore pubblico e quello privato, che vede un’età minima per il pensionamento di almeno 65 anni. Questa manovra rappresenta un escamotage per far evidenziare una riduzione di costi del personale nella spesa corrente della PA, spostando il relativo seppur ridotto costo sul fondo pensioni (I pilastro), aprendo nuove possibilità di ingresso clientelare nella PA a copertura di quei posti comunque necessari che si libereranno con i prepensionamenti.
OSLA chiede a tutte le parti sociali che hanno a cuore la sostenibilità socioeconomica della nostra comunità di mantenere alta l’attenzione sull’attuazione di una reale riorganizzazione e revisione strutturale della spesa pubblica, non dimenticando quanto contenuto nella Relazione Spending Review.











