• Screenshot
  • San Marino. Puntualità alle convocazioni consiliari: questa sconosciuta! … di Alberto Forcellini

    Il massimo organismo di rappresentanza democratica che non rispetta gli orari di convocazione. Ormai è una prassi. Sessioni che slittano anche di un’ora. La Reggenza che chiama l’appello, ma non c’è il numero legale. Riconvoca per un quarto dopo, ma passa un’altra mezz’ora.

    Che vergogna! Una totale mancanza di rispetto verso la Reggenza e verso l’istituzione consiliare.

    La minoranza che non entra in Aula perché è la maggioranza che deve garantire il numero legale. Giusto. Ma è comunque inaccettabile che da una parte e dall’altra ci sia oltre la metà dei Consiglieri che fa il proprio comodo. Come se tutto fosse più importante dell’obbligo di rappresentare i cittadini che li hanno eletti.

    Che vergogna!

    Poi quando finalmente il numero legale viene raggiunto e i lavori cominciano, capita che poco dopo, l’Aula si svuoti di nuovo. Così accade che leggi importantissime e molto dibattute vengano approvate con 25 presenti: 17/18 sì; 5/6 no e magari qualche astenuto. Questo vuol dire che non c’è presente la maggioranza, ma neanche l’opposizione. E va già bene, perché a volte si arriva a una ventina di presenti.

    È questo il Consiglio dei LX?

    Un manipolo di Consiglieri che decide le leggi per lo Stato.

    Quante volte viene richiesto il controllo delle chiavi per la votazione elettronica? Piuttosto spesso. Lo si sente invocare ascoltando la radio. Questo accade perché il Consigliere che ha segnato la presenza, non ci sia: non si sa se sia al bar a fare le chiacchiere, al telefono a farsi gli affari suoi, a schiacciare un sonnellino nella saletta di sotto, o se ne sia proprio andato. Il controllo delle chiavi quindi è giustissimo perché il vizio dei “pianisti” non è mai stato debellato del tutto. Ma se uno se n’è andato, il gettone lo prende lo stesso?

    È vero che il gettone corrisponde ad una cifra a dir poco irrisoria, a quanto ci risulta mai rivalutato dalla sua istituzione. Appena qualche centinaio di euro in un mese, a fronte di impegni totalizzanti. Ma non per tutti, perché c’è un sacco di gente che arriva in Aula e non sa neanche cosa ci sia all’ordine del giorno. E chi lavora davvero, si prepara, partecipa a tutte le riunioni, si studia i dispositivi, alla fine è come se facesse volontariato.

    E poi i richiami della Reggenza a far silenzio in Aula durante i dibattiti. In effetti il brusio arriva anche attraverso la radio e non deve essere facile parlare al microfono mentre tutt’intorno c’è un bailamme apocalittico. Come si fa a capire le dinamiche politiche, o le ragioni della controparte, quando il contesto è simile ad una torre di Babele?

    Tutto ciò descrive una mancanza di rispetto intollerabile: prima di tutto nei confronti della Reggenza, come dicevamo. Che deve stare ai comodi dei ritardatari e di chi fa solo confusione. Ma anche nei confronti dei cittadini e dello Stato. Comportamenti che portano alla sfiducia verso la politica e alla sua perdita di credibilità.

    Forse serve un ripensamento del regolamento consiliare? Oppure basterebbe solo un maggiore senso di responsabilità da parte dei Consiglieri più indisciplinati?

    a/f