– Sembra ci sia una combinazione di residenze fittizie in due candidati della lista Sammarinesi della coalizione San Marino prima di tutto. Qualcuno dice che è un gioco che sa di vecchia politica, che fa venire meno la trasparenza da tutti sempre invocata. Lei cosa ne pensa?
Alessandro Rossi (Democrazia in movimento): “Di certo in un solo movimento la presenza di due candidati che hanno avuto ruoli di rilievo in una Comunità di sammarinesi residenti all’estero, senza nemmeno una risoluzione coerente della consulta, già solo questo risulta in conflitto di interessi e dovrebbe fare pensare ai due candidati di fare un passo indietro. Per quanto riguarda il caso sollevato, in merito, poi va precisato che ai fini della normativa elettorale non si richiede la residenza, ma il domicilio per poter essere candidato. Riguardo alla “trasparenza” ipocrita sollevata in questo caso, evidenzierei che la ipocrisia più evidente sia quella di un apparentamento con una lista che non ha sostenuto il referendum sulla preferenza estera e ora si schiera a fianco dei residenti all’estero. Ma credo che su questo punto ogni cittadino possa valutare la coerenza e la sincerità di questa operazione, è una operazione per permettere a Marco Arzilli di avere qualche chance per essere rieletto, con l’aiuto sembra di qualche esponente della DC che ha coordinato il tutto”. (Red/Dire)