San Marino. Questione ”targhe estere”. Segretario Eva Guidi: ”C’è stata disattenzione quando il decreto italiano è stato emanato”

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«LE CONSEGUENZE di questo provvedimento saranno molto gravi». Il caso ‘targhe estere’ continua a tenere banco e l’organizzazione sammarinesi degli imprenditori ritiene sia necessario trovare al più presto una soluzione con l’Italia al divieto di circolazione delle targhe estere in territorio italiano, effetto del Decreto Sicurezza emanato nello scorso mese di dicembre in Italia. «Tutti i mezzi di lavoro – dicono dall’Osla – o comunque usati per l’attività aziendale, intestati a persone giuridiche sammarinesi, ma guidati da amministratori o dipendenti frontalieri corrono il rischio di essere sequestrati e ci stanno già arrivando segnalazioni in tal senso. Apprezziamo l’interesse dimostrato dalla segreteria di Stato per gli Affari Esteri e sosteniamo l’iniziativa istituzionale in corso, sollecitando una soluzione alla problematica che, se non verrà chiarita al più presto, avrà serie ripercussioni sull’attività lavorativa delle aziende sammarinesi». Il problema di certo non lascia indifferenti le segreterie di Stato sammarinesi che sono al lavoro per trovare in fretta un’intesa con l’Italia. «Stiamo lavorando giorno e notte – spiega il segretario di Stato con delega ai Trasporti Eva Guidi – per risolvere questa spiacevole situazione. I ‘furbetti’ renderanno conto come devono, ma a pagare non devono essere le aziende e i lavoratori». Un disagio per tutti e multe davvero salate che le ditte del Titano rischiano di dover pagare, senza dimenticare il sequestro del veicolo. «Prima del Decreto Sicurezza italiano – spiega il Segretario – esisteva una delega che veniva esibita alle forze dell’ordine, ora questa delega non vale più. Evidentemente c’è stata una mancanza di approfondimento, chiamiamola una disattenzione, quando il Decreto è stato emanato e dall’Italia c’è la massima disponibilità per risolvere la situazione il prima possibile. Non vorremmo mai che si andasse a danneggiare il tessuto produttivo delle azione sammarinesi e la situazione certamente non è piacevole nemmeno per i lavoratori che sono assunti regolarmente in Repubblica e conducono veicoli che sono regolarmente intestati alle aziende del Titano per le quali lavorano. Tutto svolto nella massima trasparenza». Il Resto del Carlino

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