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  • San Marino. Raimondo Baldoni, La Voce, sulle carceri del Titano

    Carcere dei CappucciniNei bar di San Marino, , su facebook e sui media, come un tam tam ,rimbalza nelle stanzette della politica una notizia che fa scalpore. Il Consiglio d’Europa ha pubblicato un report sulla situazione carceraria che vede il Titano, una volta tanto, in cima alle classifiche europee nelle statistiche sullo stato delle carceri. Come sempre le statistiche vanno interpretate, per non finire come il “pollo di Trilussa” dove uno ne mangia uno intero (e muore d’indigestione) un altro resta a bocca asciutta ( e muore di fame), ma statisticamente ne hanno consumato mezzo per ciascuno. Qui siamo alle solite, si dice che il costo è di 875 euro al giorno per detenuto e scoppia la rabbia dei cittadini che vogliono farne una richiesta d’Arengo. Vediamo innanzitutto a quale periodo si riferisce il Report europeo. E’ evidente che in periodi di basso utilizzo dei Cappuccini i costi fissi in rapporto alla popolazione carceraria sono certamente alti (gendarmeria, Direttore, spese generali),  corrono egualmente ed incidono statisticamente in rapporto a giornate di detenzione/prigionieri. Così dicasi per la media della durata della detenzione che è di 2,7 mesi sul Titano rispetto a quei cattivoni dell’Italia con 13,1 mesi e quegl’incivili degli Europei con i loro 9,3 mesi. Sul sovraffollamento poi ancora noi i più virtuosi con 30,8 di occupazione su 100 posti. Insomma statisticamente i detenuti Sammarinesi vivono come pascià e le sei celle dei Cappuccini sono diventate le Seyshell……..Non una parola sul fatto che è un vecchio convento umido e senza servizi igienici nelle celle, dove i detenuti stanno rinchiusi senza le ore d’aria e soprattutto senza gli spazi per socializzare, studiare, lavorare, rendendo il periodo di detenzione, non solo un momento d’afflizione, ma di recupero, di riabilitazione. Che i carcerati usino il bugliolo, la statistica non lo dice, che la struttura sia inadeguata, nemmeno. Tutti a scandalizzarsi del fatto che i pasti siano forniti dal “Ritrovo dei lavoratori”. Che non ci sia un ‘infermeria, poco  importa .Finalmente il Consigliere Podeschi ha voluto, sia pure fra mille difficoltà, fare quello che i deputati di tutto il mondo fanno normalmente: rendersi conto della condizione carceraria del proprio Paese. Da quanto leggiamo non pare ne abbia tratto un quadro idilliaco. Marco Podeschi si è reso conto che il mondo del carcere è un momento di un più vasto problema che tocca il processo penale, i diritti del cittadino, le libertà individuali ed il modo con cui uno stato, che si dice democratico, intende regolamentare ordinamenti che toccano e possono distruggere la vita dei propri cittadini. Da vent’anni i “turisti per caso” dei vari governi si sono disinteressati di raccogliere gl’inviti dell’Europa ad adeguare il sistema carcerario a quei requisiti di civiltà che non si debbono negare neanche al delinquente più incallito. Non credo che ci volesse molto ad installare un Water ed una doccia in ogni cella. Un viaggetto ed un selfie in meno ed ecco che, con tutti i manovali in carico alla PA, si sarebbero trovati i soldi per i lavori. Credo che Nemesi esista e passeggi sul Titano, visto che proprio quei politici distratti quando erano al potere, oggi soffrono sulla loro pelle il disinteresse e la sordità per l’allarme che il “Comitato Europeo per la prevenzione della tortura ed i trattamenti inumani” aveva lanciato fin dal 1994.   Adesso a celle piene vedrete che le statistiche torneranno nella media: L’affollamento è 100% e poi sulla durata della detenzione mi sa che fra breve diremo come il mugnaio a Federico il Grande: “Ci saran pure dei giudici a Strasburgo”

    R.B.