La relazione del Settore di Indagine e Controllo sulle Attività Economiche del Corpo della Polizia Civile, relativa al 2025, ci induce a chiedere nuovamente alla politica di assumere un indirizzo chiaro rispetto allo sviluppo del Paese, nella direzione dell’economia reale e abbandonando definitivamente quella opaca. Scorrendo il testo emerge un quadro inquietante: non si ferma (anzi!) il fenomeno delle truffe on-line e delle attività funzionali all’evasione dell’IVA, peraltro con una concentrazione della destinazione delle merci, relativamente ai settori sensibili, nei territori italiani ove risultano radicate organizzazioni malavitose. Eppure, nello scorso CGG se ne è parlato solo in comma comunicazioni da parte di alcuni Consiglieri e Segretari di Stato, mentre nella seduta corrente non è presente un comma specifico. Peraltro, nella relazione si ribadiscono gran parte delle considerazioni svolte in quella riferita al 2024: evidentemente ben poco è stato fatto in questo lasso di tempo. Da un lato, il SICAE valuta positivamente gli effetti del Decreto-Legge n. 76/2025, in termini di riduzione dei fatturati nello specifico settore del beverage, ma mette altresì in luce le modalità con le quali vengono aggirate le norme, oltre alle carenze presenti nel sistema dei controlli, sia in termini di operatività che di personale messo a disposizione. Dall’altro lato, viene posto in evidenza come il Decreto Delegato n. 50/2024 abbia soppresso i controlli precedentemente previsti e limitato le sanzioni a importi di modesta entità. In altre parole, si è andati nella direzione opposta a quella che servirebbe per contrastare efficacemente i fenomeni distorsivi del mercato, quando non illeciti. Occorre sottolineare il fatto che la relazione precisa che tali fenomeni non riguardano le imprese storiche operanti nei settori merceologici ‘attenzionati’, che sono circa una decina, ma quelle di più recente costituzione, che si relazionano con imprese italiane che aprono e chiudono continuamente, spesso a seguito dei controlli dell’Agenzia delle Entrate, pur mantenendo spesso inalterati i referenti aziendali. Il SICAE afferma altresì che meritano specifica attenzione e ulteriori approfondimenti anche i settori degli aeromobili e delle imbarcazioni, per i quali non è disponibile l’accesso ai pertinenti registri. Le immatricolazioni di questi beni, per i quali vi è particolare sensibilità da parte delle Autorità a livello internazionale, sono letteralmente esplose negli ultimi anni. L’enfasi con la quale il Governo rimarca la crescita del numero delle attività economiche nel periodo post-Covid abbisognerebbe di una valutazione approfondita, in termini di apporto effettivo agli investimenti nell’economia reale. Peraltro, il SICAE segnala che, non di rado, i dipendenti delle attività operanti nei settori sensibili non risultano presenti in sede, per cui anche la crescita occupazionale andrebbe analizzata con maggior dettaglio qualitativo. La relazione è molto propositiva, in termini di richiesta di interventi normativi ed organizzativi: chiediamo che venga data risposta senza indugio a queste sollecitazioni. Non è accettabile che vengano sottovalutate, se non accondiscese, pratiche distorsive. La reputazione del nostro Paese è il principale biglietto da visita per attrarre nuove imprese virtuose. Infine, siamo rimasti increduli nel leggere che il SICAE ha segnalato all’Autorità Giudiziaria una società che svolgeva attività bancaria abusiva, con la particolarità che tale società risulta di proprietà di una banca sammarinese. Ci pare che solo una sensazione di impunità possa consentire il verificarsi di situazioni del genere.
Comunicato stampa – CSdL











