Repubblica Futura ha scoperto un principio rivoluzionario: la libertà di stampa è un valore sacro e inviolabile, tranne quando qualcuno scrive di Repubblica Futura.
In quel caso diventa “campagna di menzogne”, “odio”, “partito occulto”, “attentato all’integrità dello Stato”.
Il meccanismo è semplice e collaudato.
Quando un giornale attacca la maggioranza, il governo, gli avversari politici di RF, quella è informazione. Pluralismo. Democrazia.
Quando invece un sito, peraltro lettissimimo e di questo ringrazio i nostri lettori, pubblica articoli documentati su una nomina discutibile, un ex consigliere di partito e ex segretario di stato candidato a far parte un’autorità di garanzia che per definizione deve essere terza e indipendente – allora scatta l’allarme. Quel sito non informa: orienta.
Non critica: istiga.
Non esercita la libertà di stampa: la usurpa.
La logica è quella di sempre: la libertà di stampa è giusta quando mi è favorevole.
Quando mi riguarda, è un attacco.
C’è un nome per questo atteggiamento e non è democrazia ma intolleranza travestita da principio. Tipico di Repubblica Futura!
Una forza politica che definisce “partito occulto” un sito di informazione che ha semplicemente fatto quello che sa fare, legalmente come autorizzato in sentenza anche dal prof. Valentini, ovvero documentare, analizzare, pubblicare – e che minaccia “azioni in tutte le sedi” contro chi ha scritto cose scomode, non sta difendendo la libertà.
Sta cercando di limitarla.
Detto questo, una nota personale. Se Repubblica Futura ritiene che quanto pubblicato su queste pagine configuri ipotesi di reato, ha tutti gli strumenti per procedere nelle sedi competenti come li ho io per denunciarli per calunnia.
Le aule di tribunale sono aperte per tutti. Anche per chi, come me, non ha nessuna intenzione di smettere di scrivere come di dire la verità. … anche quella scomoda.
Marco Severini — direttore GiornaleSM











