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  • San Marino. Repubblica Sm intervista Alessandro Cardelli (Dc): “Si guardi al futuro”

    Per non dimenticare le nefandezze di questa legislatura ma soprattutto con lo sguardo rivolto al futuro, abbiamo fatto due chiacchiere con l’avvocato Alessandro Cardelli, ex consigliere della Dc e candidato alle prossime elezioni.
    Abbiamo scritto nell’edizione di mercoledì che coloro che oggi si affannano a parlare di azioni di responsabilità sono gli stessi che ieri si improvvisavano avvocati difensori di chi rispondendo a potentati esterni stava distruggendo il nostro sistema finanziario. Lei che assieme ad altri ha sempre denunciato un piano eterodiretto è stato accusato di essere un fantasioso complottista. Quali sono le conseguenze per il Paese per non avervi voluto ascoltare?
    “Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, sicuramente il rammarico principale è dovuto al fatto che se probabilmente quella parte della scorsa maggioranza che tardivamente ha aperto gli occhi e staccato la spina, ci avesse ascoltato prima, molte cose sarebbero andate meglio. Mi riferisco in particolare alla gestione di Cassa di Risparmio, Asset e Cis nel corso di questa legislatura. Già dai primi mesi di insediamento del passato governo si iniziava a capire che qualcosa non stava funzionando, in questo le responsabilità sono tante. Oggi comunque continuare a guardare indietro non serve. Bisogna pensare alle soluzioni, a riaccreditare un intero sistema bancario, a far ritrovare la fiducia nei sammarinesi e portare nuovi investitori. Per riuscirci serve alla guida del paese un governo rappresentativo e credibile, soprattutto all’estero. I primi tre mesi del nuovo governo saranno fondamentali per riuscirci”.

    Come giudica oggi queste parole che le furono rivolte in aula dall’ex consigliere di Ssd Marina Lazzarini?“Il consigliere Cardelli, come se non avesse ascoltato nulla, presenta una richiesta di commissione di inchiesta per verificare le responsabilità dell’operato dei vertici di Banca Centrale nei confronti di Asset banca! E continua a dire che la crisi di liquidità si è verificata solo negli ultimi sei mesi e che le motivazioni della LCA si aspettava che fossero più eclatanti! Non so cosa pensare, se per lui che è avvocato le illegalità ripetute e gravi non sono eclatanti, come potrà proprio lui difendere la legalità”?
    “Credo che il Consigliere Lazzarini abbia proferito queste parole con la massima buona fede. Sono convinto che gran parte dei consiglieri della scorsa maggioranza fossero all’oscuro di quello che pochi stavano orchestrando alle spalle di tutti sul sistema finanziario. Detto questo i documenti che abbiamo letto sui giornali parlano chiaro, ma ancora di più le due sentenze di primo grado (provvisoriamente esecutive per legge) che hanno dichiarato illegittimo il commissariamento e la successiva lca di Asset Banca. Quello che più mi ha sorpreso però è che nonostante ci fosse stata una ordinanza di sospensione che accolse nel giugno 2017 il ricorso depositato, l’allora governo decise di andare avanti con l’accorpamento di Asset in Cassa di Risparmio. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, basti guardare quanto succede oggi a quell’istituto. Ma anche qui bisogna pensare a cosa fare domani, la priorità è un nuovo piano industriale, che da un lato garantisca l’odierna occupazione ma dall’altro possa ripermettere di tornare a generare utili”.
    Guardando al futuro. Si è parlato tanto di Npl e c’è un progetto in particolare che ha mandato su tutte le furie i sindacati perché di fatto vorrebbe trasferire quella zavorra dalle banche ai fondi pensione. C’è il rischio che torni alla ribalta?
    “Credo che il tema Npl debba essere affrontato con urgenza. Non può essere però portato avanti solo da un attore, ma trovare la più ampia condivisione riguardando l’intero sistema. Sulla proposta di Abs della primavera di quest’anno noi come Dc abbiamo fatto alcune considerazioni. In primis la proposta di creazione di un veicolo di sistema nasce proprio dal nostro partito, e venne pubblicizzata in una conferenza stampa del giugno 2017. Il problema principale è che rispetto a quella data è avvenuta la cessione dell’asset principale che aveva lo Stato, ovvero i crediti Delta di proprietà di Cassa di Risparmio (scelta fortemente contrastata dalla Dc e da tutto il resto dell’opposizione). Nel nostro progetto inoltre non era previsto l’utilizzo dei fondi pensione. Detto questo credo che il nuovo governo in merito dovrà attivarsi quanto prima, tenendo in considerazione tutte le esigenze, che non sono esclusivamente quelle delle banche, ma legate anche alle ricadute sociali di certe decisioni”.(o. m.)

    Repubblica Sm