San Marino. Repubblica Sm intervista Andrea Giani (Rete): “Già partita la campagna denigratoria”

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Movimento Rete nasce nel 2012 e in questi anni si è guadagnato sul campo la fiducia delle persone. Ne abbiamo parlato con il segretario Andrea Giani.

È per voi una consuetudine parlare alla gente e organizzare serate pubbliche, come stanno andando gli incontri di questi giorni?
“Sì come dice lei per noi il contatto con la cittadinanza è diventato ormai una consuetudine, o meglio una piacevole consuetudine. Del resto fin dalla propria nascita nel 2012 RETE ha sempre privilegiato il rapporto con la cittadinanza, e a testimonianza di ciò ci sono le innumerevoli serate pubbliche e le occasioni di confronto tenute dal Movimento negli ultimi anni. Venendo agli incontri direi che stanno proseguendo molto bene: da parte della cittadinanza si riscontra un interesse sempre maggiore attorno a RETE e ai suoi componenti e ciò non può che farci un immenso piacere. Significa che in questi anni abbiamo lavorato bene e siamo maturati riuscendo a mantenere la nostra identità”.

Si è parlato giovedì di Sanità, si è fatto un’idea del perché il collegio dei sindaci revisori di Iss si è dimesso?
“Purtroppo ancora la questione non è chiara, crediamo che sia legata anche ad alcuni interventi del governo inseriti nell’ultima finanziaria. Quello che sappiamo per certo è che il bilancio dell’ISS da tanti anni presenta fortissime problematiche perché è sempre stato considerato un pozzo da cui attingere anziché un investimento nella qualità della vita dei cittadini. La sicurezza sociale versa in uno stato critico e l’ultima gestione non solo non è intervenuta per sanare le distorsioni del passato ma le ha acuite. Nei fatti ci troviamo una sanità pubblica sempre più svuotata, sempre meno capace di rappresentare un punto di riferimento forte per i cittadini, specialmente per quelli più fragili. Una delle urgenze del prossimo Governo sarà quella di utilizzare al meglio le risorse, individuare e rimuovere le cause di spreco e inefficienza che, il più delle volte, risiedono nella lottizzazione del comparto sanitario e socio-sanitario pubblico da parte delle forze politiche”.

La voce di Rete è stata tra le più forti della dura opposizione di questi anni, dopo la fine della legislatura tuttavia si è sentita molto meno. Può spiegarci il perché?
“Non sono d’accordo: al contrario siamo più presenti che mai, assieme agli alleati di Domani Motus Liberi, e continuamente in mezzo alla gente sia tramite le serate pubbliche sia con il costante confronto, giornaliero direi, con la cittadinanza. In queste ultime settimane poi molte energie sono state spese nella formazione della lista e del programma da presentare alle elezioni. Se la formazione della lista è stata relativamente semplice, non altrettanto si può dire del programma che ha richiesto un confronto serrato considerato che non si parla solo di “rilancio” della nostra Repubblica ma soprattutto di costruzione di un percorso virtuoso. Abbiamo avuto importanti fasi di approfondimento che hanno richiesto una grande dedizione di tempo ed impegno. RETE ha tra le sue caratteristiche fondamentali lo studio e l’approfondimento, entrambi finalizzati alla proposta da portare al Paese e vogliamo continuare in questa direzione”.

Il giudizio di Rete su questi tre anni di legislatura è stato impietoso e in più sedi avete ribadito che non ci saranno alleanze con chi non ammetterà le responsabilità politiche che hanno portato San Marino nello stato in cui si trova. È così?
“Sì è così e posso confermarlo. Se da una parte è vero che il nostro Paese presentava già molti problemi, dall’altra parte è innegabile che l’ultima maggioranza, invece di tentare di risolverli, li ha aumentati a dismisura, tanto che basta ricordare gli interventi scellerati su sistema finanziario e giustizia, e il colpevole silenzio di fronte ad una infiltrazione criminale delle Istituzioni sammarinesi. D’altronde già nei giorni scorsi abbiamo inviato una nota proprio al vostro quotidiano, dove abbiamo ribadito con forza che non formeremo governi con quei membri della maggioranza uscente che non avranno il coraggio di condannare l’attività predatoria svolta sulle banche e il disastro provocato nella giustizia dal governo di cui facevano parte. Non faremo nessun tipo di accordo con chi non ci fornirà garanzie solide e adeguate”.

Parliamo anche di giustizia, il ricorso del prof. Barchiesi mette una pietra tombale sulla questione della presa d’atto della nomina dei due giudici d’appello?
“Non so se il giudizio del professore sia una pietra tombale, ma certamente è un ulteriore elemento da valutare con attenzione. Occorre analizzare attentamente tutta la questione della giustizia e del Tribunale, facendo un’analisi approfondita sulle necessità del Tribunale stesso e su ciò che occorre per garantire il buon funzionamento della magistratura. Per fare ciò però occorre che si metta a disposizione della politica il quadro completo degli elementi, cosa che ora non è: per quale motivo ad esempio la relazione di Giustizia del 2018 non è ancora stata depositata e messa a disposizione del Consiglio Grande e Generale? Riguardo alla presa d’atto dei Giudici credo che prima di intervenire occorra capire perché e come si forma l’arretrato poiché se è perché la mole di lavoro per i magistrati è tanta è un discorso mentre, viceversa, se si forma dell’arretrato perché, ipotizzo, alcuni magistrati fanno 300 sentenze all’anno ed altri una decina il discorso è tutt’altro”.

Anis ha parlato di una situazione molto grave e di sfide che dovranno essere affrontate all’insegna della massima condivisione. È fiducioso che ciò possa avvenire?
“Sinceramente sì, se non altro perché il mio gruppo, assieme agli altri partiti di opposizione per la verità, ha già promosso negli ultimi 2 anni dei tavoli di lavoro allargati a tutte le componenti sociali ed economiche del Paese, dove si sono analizzati i problemi cercando al contempo di trovarne le soluzioni. Nonostante non si sia riusciti in Consiglio a finalizzare alcuni degli indirizzi ricavati da quei tavoli non è stato tempo perso: sono convinto che nella prossima legislatura questi momenti di confronto andranno organizzati in maniera permanente senza imporre soluzioni preconcette. Uno degli errori più gravi dello scorso Governo è stato infatti quello di voler imporre la propria visione senza un vero confronto: a riprova di ciò basta osservare il trattamento riservato ad associazioni e sindacati. In democrazia non ci si può permettere di evitare il confronto con chi è parte attiva della vita sociale ed economica del Paese: le leggi promulgate infatti non valgono solo per chi ha votato questa o quella parte politica, ma hanno una ricaduta sull’intero Paese e pertanto confronto e condivisione non sono solo importanti ma indispensabili”.

Si aspetta colpi bassi al suo movimento durante la campagna elettorale che sta per aprirsi?
“I colpi bassi sono già cominciati da tempo e naturalmente sono pilotati da chi avrebbe tutto da perdere in caso di una vittoria di RETE. Ed ecco allora che partono sondaggi telefonici che subdolamente cercano di influenzare gli interlocutori, ecco che fioriscono nuovi siti che fingono di fare informazione super partes mentre in realtà veicolano tramite i social network notizie false e tendenziose. Sono dinamiche che abbiamo già sperimentato sulla nostra pelle e che si ripeteranno. Mi piace pensare che la prossima campagna elettorale si baserà sulla proposta e su come rilanciare il nostro Paese come merita, ma sono cosciente che ciò, purtroppo, molto probabilmente non accadrà. D’altronde quando sul panorama politico si affacciano un’infinità di partiti e di movimenti che ad ogni tornata elettorale cambiano sistematicamente loghi e nomi per fare perdere le proprie tracce, ciò significa che proposte e idee latitano lasciando il posto ai soliti spot elettorali, e allora per taluni l’unica strada che rimane da percorrere è quella di portare il confronto politico su un altro piano, ovvero quello della sistematica denigrazione dell’avversario”.

Anche l’approvazione del bilancio è alle porte. Che tipo di finanziaria dobbiamo aspettarci?
“Difficile dirlo. L’unica cosa certa è che il Paese ha la necessità estrema di riportare in equilibrio le entrate e le uscite, e questo di certo non lo si otterrà tagliando indiscriminatamente spese e stipendi o aumentando esponenzialmente le tasse. Sarà fondamentale aumentare in maniera significativa le entrate dello Stato, e questo lo si potrà ottenere solamente con delle politiche di sviluppo adeguate e che possano essere stabili nel tempo, non certamente con quella piazza finanziaria 2.0 che l’ultimo Governo voleva a tutti i costi e i cui danni ci porteremo dietro per chissà quanti anni. Tutte le valutazioni del caso però andranno fatte dalla maggioranza che si formerà dopo l’8 di dicembre, maggioranza che dovrà dare il proprio indirizzo politico per quel che riguarda la crescita e lo sviluppo del Paese”.

Lei si candiderà alle prossime elezioni?
“Assolutamente sì! Credo di poter portare il mio contributo dopo anni di studio e di approfondimento, se non altro per poter ricambiare ciò che questo Paese, il mio Paese, mi ha dato in questi anni: qui sono cresciuto, ho potuto studiare, trovare un lavoro e delle condizioni di vita invidiabili altrove. Ma più che parlare della mia persona mi permetta una battuta su RETE e sulle prossime elezioni. Al di là di chi avrà l’onore e l’onere di rappresentare il Movimento in aula, sono orgoglioso di ciò che RETE è diventata in questi anni: non è un caso che RETE sia uno dei pochi, pochissimi, soggetti politici che non ha dovuto cambiare nome, logo o i cui esponenti sono soliti riciclarsi in altri partiti. E infine mi faccia dire che sono orgoglioso della lista che si presenterà alle prossime elezioni, ovvero una lista corposa, di qualità, piena di competenze e con persone mosse da un entusiasmo e da una voglia di fare visti raramente”.
Olga Mattioli (Repubblica Sm)

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