San Marino. Repubblica Sm intervista il sen. Giarrusso: “Bisognava accendere fari su San Marino, ma Rosy Bindi…”

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  • Titano fra massoneria deviata e ‘ndrangheta con accuse e situazioni che certamente andranno dimostrate ma che è necessario vengano già approfondite con celerità e risolutezza dalle autorità sammarinesi. Anche perché dall’Italia filtra parecchia preoccupazione rispetto a quanto sta emergendo. Non solo: la situazione stessa che sta attraversando la Giustizia rappresenta per i nostri vicini una possibile “falla” nel contrasto alle mafie.

    Il processo Scajola
    Dal processo Scajola si è tornati a parlare dei contenuti dell’informativa degli investigatori della Dia basate sulle dichiarazioni di un pentito, Cosimo Virgiglio, massone vicino alla ‘ndrangheta e in particolare al Clan Molè: “La ‘ndrangheta tramite Scajola voleva arrivare a Impregilo” ha detto parlando di logge segrete, ordini cavallereschi e riunioni tra massoni alla presenza di uomini delle forze dell’ordine, generali e politici: “Quella sera c’era Lisi della Guardia di Finanza. Uno era Claudio Scajola e l’altro era il comandante reggente Meninni, che sarebbe il primo ministro sanmarinese. Scajola all’epoca non solo era il ministro delle Infrastrutture, ma aveva anche la delega ai servizi segreti”. Ribadiamo nuovamente come Scajola non sia mai stato ministro delle Infrastrutture, né abbiamo trovato traccia sul Titano di tale Meninni (sorvoliamo sulle altre macroscopiche inesattezze).

    Maxi operazione contro la ‘ndrangheta
    Dall’ultima recentissima operazione internazionale contro la ‘ndrangheta – 90 arresti – è spuntato anche il nome di San Marino che verrebbe scelto per i passaporti e per non apparire al fisco italiano, sempre stando alle parole di uno degli arrestati. Di questo e altro abbiamo parlato con il Senatore Cinque Stelle e membro della commissione Antimafia italiana Mario Michele Giarrusso. Le parole di Giarrusso – lo ricordiamo – seguono quelle del Presidente della Caponnetto, Salvatore Calleri, che da queste pagine aveva consigliato di non sottovalutare tutti questi elementi.

    Senatore Giarrusso, c’è preoccupazione per quanto emerso dalla maxi-inchiesta in merito ai passaporti sammarinesi?
    “Che bisognava accendere i fari e attenzionare la Repubblica di San Marino e quello che succedeva l’avevo fatto già presente nella scorsa legislatura in commissione antimafia alla Presidente Bindi la quale per tutta risposta mi disse ‘Ma è uno stato straniero e non ce ne possiamo occupare’. Con grande perspicacia e lungimiranza si guardò bene da qualunque attività che riguardasse San Marino che non fosse una passeggiata e una chiacchierata amichevole con tutto quel che ne consegue rispetto all’attività della commissione antimafia che è stata ovviamente castrata da questo modo miope con il quale è stata gestita. Già da anni c’erano segnali forti e importanti – vedi Vallefuoco e altri – di presenze inquietanti su San Marino. L’operazione della magistratura a livello internazionale dei 90 arresti ha evidenziato che l’attenzione doveva essere ben desta visto che si usavano passaporti come scudi per potere commettere attività criminali collegate alla mafia, al riciclaggio dei soldi”.

    Il processo Scajola ha fatto emergere particolari inquietanti anche sul fronte della massoneria deviata.
    “Nel processo che è in corso contro Scajola stanno emergendo delle evidenze che collegano le presunte attività criminali con le attività della massoneria a San Marino. Io penso che la massoneria sia il tavolo a cui si accomodano le mafie per organizzare i loro affari. E’ una questione molto importante che andrà approfondita con la prossima commissione antimafia e con un focus su San Marino”.

    C’è una frase di Sciascia che dice: “Tutti i nodi vengono al pettine nei tribunali: quando c’è il pettine”. Quale impressione si è fatto guardando da fuori la giustizia di San Marino?
    “Sono preoccupato per ciò che sta avvenendo. La situazione giudiziaria desta molta preoccupazione perché questa situazione di San Marino si riverbera nei rapporti con l’Italia e nella possibilità o meno di alzare una barriera contro sistemi criminali che vogliono utilizzare la Repubblica come una piattaforma operativa. Una debolezza del sistema giustizia è una debolezza sul fronte antimafia gravissima”.

    Le prossime attività della commissione?
    “Dobbiamo ancora programmare le attività della commissione. Dalla mia esperienza farò presente al presidente di attenzionare con cura San Marino raccordandoci con i vostri organismi giurisdizionali”.

    David Oddone (Repubblica Sm)