Lo scrive la commissione di controllo della Finanza pubblica che pone in evidenza anche il pesante calo della liquidità.
“La previsione di perdita sui saldi di bilancio subisce una dinamica anomala, passando da una previsione di disavanzo di competenza pari a 26,7 milioni di euro formulata nel 2011 ai 27,6 milioni di euro con la terza variazione in assestamento per arrivare in sede consuntiva a -36,3 milioni di euro”. Così, in un gergo un po’ tecnico, la Commissione di controllo della finanza pubblica, la cui relazione sul 2012 è posta agli atti della legga di bilancio. In pratica il disavanzo di amministrazione del 2012 si chiude a 27,6 milioni di euro. Un risultato ottenuto grazie a due importanti interventi, quali l’accantonamento al fondo rischio per crediti erariali e il differenziale tra residui attivi e passi pari a 8,6 milioni. Interventi, scrive la commissione di controllo “principalmente riconducibili all’imposta monofase” che “hanno consentiti di contenere il disavanzo del 24%”.
Nella relazione si mette in evidenza che seppur le entrate complessive aumentano del 16,9% restano “preoccupanti e gravi le condizioni economico finanziarie dello Stato in quanto l’analisi dei dati evidenzia che il contributo delle entrate nette al Bilancio si è ridotto e il costo dell’apparato pubblico è aumentato”. “Segnatamente – prosegue la relazione – la gestione ordinaria è in disavanzo per oltre 36 milioni di euro, ridimensionata per effetto dell’avanzo positivo della gestione dei residui 8,6 milioni raggiunto pre- valentemente per il minor accertamento dei residui passivi”.
L’indebitamento
Inoltre la Commissione segnala il fatto che cresce “il grado d’indebitamento nel medio e lungo periodo”. Il disavanzo 2013 “è stimato in 33,7 milioni di euro” per cui, sommandolo al risultato negativo del rendiconto 2012, “consolida – si legge nella relazione – un presumibile disavanzo di amministrazione per l’anno 2013 ragionevolmente superiore ai 70 milioni di euro. La pesante eredita – prosegue la relazione – con cui si avvia l’iter di formazione del bilancio previsionale 2014-2016, pare allontanare l’obiettivo di politica economica che vedeva nel 2014 il momento di equilibrio finanziario per il Bilancio dello Stato”. Per la commissione di controllo della finanza pubblica “Il disavanzo accumulato e la tendenza in itinere minano la sopravvivenza della Repubblica”. Quindi “diventa irrinunciabile, non più rinviabile un controllo rigoroso dei conti pubblici e l’adozione di un nuovo modello di cost-allocation a fronte del trend 2011-2012-2013 di un disavanzo di circa 30 milioni annui”.
Sanzioni in netto aumento
Tra le tante questioni poste in evidenza nella relazione della commissione, il fatto che i proventi da pubblici servizi (in totale 10,4 milioni di euro) sono sì in diminuzione rispetto al 2011, ma alcune voci segnano “incrementi percentuali considerevoli”. La commissione infatti evidenzia come la Polizia Civile faccia segnare un +25%, la gendarmeria addirittura un +300%, la Giustizia un + 50%, l’Urbanistica un incredibile + 1.309%, l’industria un + 174%, il lavoro +127% e il tributario +178%. La commissione non lo dice, ma un tale incremento pone il dubbio se prima in alcuni settori venissero fatti i controlli.
Calano le spese ma calano di più le entrate
Tra gli aspetti positivi relativi alle spese dello Stato, la diminuzione della spesa corrente, che nel 2012 è scesa all’84% rispetto al 915 dell’anno prima. In sintesi la Commissione spiega che le spese del- lo stato sono diminuite di oltre 65 milioni di euro, ma le entrate sono diminuite ancora di più (-102 milioni di euro). Il disavanzo di oltre 36 milioni di euro, grazie all’operazione dei residui, è stato quindi ridotto a 27,6 milioni di euro, che però sommato a quello degli anni precedenti, porta il 2012 ad un disavanzo co- mulato di 43,1 milioni di euro (15,4 + 27,6).
Imposta Patrimoniale
La commissione poi contesta la contabilizzazione dell’imposta patrimoniale, affermando che “la corretta contabilizzazione avrebbe voluto l’iscrizione nell’esercizio 2013 e la mancata accensione del residuo attivo di 10 milioni”. Così il disavanzo totale 2012 sarebbe stato di 53 milioni e non 43 come invece risulta in base a tale contabilizzazione (c’è da dire infatti che ancora deve essere versata l’ultima rata della patrimoniale, ma sarà appunto conteggiata nel bilancio 2012 e non 2013).
Deficit e debito
Per quanto riguarda il rapporto Deificit/Pil, nell’esercizio 2012 è stato pari al 2% del Pil, un dato che la Commissione definisce “non allarmante” se raffrontato con l’area euro dove la media è stata tra il 3,7 e il 3,9% dell’Ue a 28 stati. Il rapporto invece debito/Pil nel 2012 è pari al 10% mentre per i paesi area Euro è tra l’85 e il 91% di media, ma per San Marino potrebbe arrivare nel 2013 ad un coefficiente pari al 20/25%. Infatti secondo l’Fmi, citato dalla Commissione di controllo della Finanza Pubblica, nel 2018 il rapporto potrebbe oscillare tra il 20 e il 40%.
Liquidità dello Stato
Per quanto riguarda la liquidità di cassa, la Commissione pone in raf- fronto i dati dal 2009 al 2013 (per l’anno in corso sono relativi fino al mese di settembre), dove si è passati da quasi 257 milioni del 2009, ai 218 milioni del 2010, ai 154 milioni del 2011, ai 72,9 milioni del 2012 e agli attuali 77,3 milioni del 2013. (…) San Marino Oggi











