San Marino. Rete a Rf: “Restaurazione? Sono ininterrottamente al governo dal 2006: Gabriele Gatti eletto Reggente col loro membro”

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Repubblica Futura pensa che i cittadini sammarinesi abbiano la memoria corta e si facciano abbindolare dalle affermazioni di chi è ininterrottamente al governo dal 2006: per loro basta un nuovo nome o un nuovo logo per sentirsi “vergini”.
Da tempo divulgano sui propri canali (che nascono miracolosamente come funghi ad ogni elezione) la parola d’ordine: è in atto una restaurazione!
Detto da chi appena 8 anni fa eleggeva Gabriele Gatti Capitano Reggente (assieme ad un proprio membro), con Nicola Renzi quale maggiordomo assegnato alla reggenza, fa sorridere.
A maggior ragione se si pensa che, a rigor di logica, può esservi restaurazione se si torna ad un passato dopo una fase più o meno lunga di discontinuità, mentre RF ha rappresentato il vero filo conduttore di continuità dell’ultimo governo con quelli precedenti!
Adesso.sm era formato per il 60% dalle stesse forze di governo della legislatura precedente, e la continuità con il passato si è appalesata nella reiterazione delle pratiche borderline sempre verificatesi.
A ben vedere l’unica differenza sostanziale intercorsa tra la legislatura 2012-2016 (DC, PSD, AP) e quella 2016-2019 (AP, SSD con parte di PSD, C10 e UpR) si ravvede nel fatto che fino al 2016 all’arroganza e la vendicatività di AP, alla saccenza e alla mira di occupare ogni angolo della cosa pubblica si erano opposte forze di governo che quantomeno dovevano rispondere ad un elettorato consistente.
L’assenza di rappresentatività dell’ultimo governo, la scarsa propensione all’approfondimento critico di membri della maggioranza catapultati dal ballottaggio in un contesto per loro nuovo, hanno invece permesso ai più scaltri paladini di RF di imporre le proprie linee d’azione sugli alleati, governando di fatto un intero paese col 9% di preferenze. Gli stessi paladini di retrovia che oggi, per sperare di prendere voti, devono fingere di non essere più in cabina di regia del partito.
La deriva autoritaria che ne è seguita è certo una novità, con cui ci poniamo in linea di discontinuità, ma l’agenda politica, il metodo e i risultati sono stati in totale continuità con il passato.
Il processo sul “conto Mazzini”, che un giudice e un dirigente del tribunale si arrogano di non celebrare finché un Consiglio non più in carica non prenda atto di un bando di selezione considerato da qualcuno irregolare, viene considerato lo spartiacque tra la vecchia e la nuova fase politica del paese e deve essere celebrato al più presto, senza remora alcuna. Per questa ragione crediamo che il prossimo esecutivo debba pretendere provvedimenti verso chi, usando velate minacce, si rifiuta di portare a termine i compiti lui assegnati.
Tuttavia, se da un lato è vero che con il Conto Mazzini alcuni corrotti sono finiti in galera, dall’altro lato nulla è mai stato fatto né detto verso i corruttori, che ancora a piede libero trovano nuovi referenti per incidere sulla politica e sulla giustizia che finora ha garantito loro impunità.
RETE vuole favorire un metodo democratico e condiviso dopo una fase autoritaria e forse eterodiretta.
Se quando RF parlando di restaurazione intende paventare il ritorno a metodi di governo precedenti al suo (l’ultimo, perché gli altri assieme a Gatti & co. li dimentica sempre) si dovrà rispondergli che non ci potrà essere alcuna restaurazione perché non c’è mai stata discontinuità nel perseguire gli interessi di pochi a discapito dei molti.

Movimento RETE

  • WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com